Studio della Sorbonne: la clorochina aumenta il rischio di morte dei pazienti Covid-19

Studio della Sorbonne: la clorochina aumenta il rischio di morte dei pazienti Covid-19

Roma, 25 maggio – Il presidente USA Donald Trump (a sinistra nella foto), scienziato in pectore che la copiosa eredità paterna ha obbligato a dedicarsi al business, da dove ha poi generosamente  deciso di dare un fondamentale contributo alla politica,  assume clorochina e idrossiclorochina come profilassi anti-Covid, consigliandone l’uso, dopo aver subito dimenticato l’infatuazione per  la sperimentazione di terapie rivoluzionarie come la luce solare, il bombardamento di raggi ultravioletti e le iniezioni di disinfettanti e di candeggina.

Sulla stessa falsariga lo segue un suo fervido ammiratore, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro (a destra nella foto) che – dopo aver fatto fuori in un amen due ministri della Sanità entrambi medici, Luiz Mandetta (cacciato) e Nelson Teich (dimessosi per disperazione) , colpevoli di non assecondarne le geniali intuizioni terapeutiche –  al dicastero che si deve preoccupare della salute dei brasiliani, nel pieno di una drammatica emergenza epidemica arrivata a registrare anche 20 mila contagi al giorno e che in soli 12 giorni, dal 9 al 21 maggio, è passato da 10mila a più di 20 mila morti, ha piazzato un generale suo fedele amico. Il quale si è subito mostrato più disponibile nei confronti delle “intuizioni” del presidente brasiliano, che ha finito per vincere il suo braccio di ferro contro gli scienziati, disponendo che la clorochina possa essere  somministrata anche ai pazienti di Covid-19 con sintomi lievi  (fino a pochi giorni fa, e non senza resistenze da parte del mondo medico-scientifico, sulla scorta dei dati di letteratura scientifica, il farmaco si poteva prescrivere solo ai pazienti gravi).

Difficilmente Trump e Bolsonaro se ne faranno una ragione, ma sembra proprio che clorochina e idrossiclorochina contro il Covid-19 proprio non funzionino. Una nuova conferma arriva da un recente studio pubblicato sulla rivista Lancet da ricercatori dell’università Sorbona di Parigi. l’impiego di questi farmaci per curare Covid sembra essere collegato a un maggior rischio di morte tra i pazienti ricoverati in ospedale per il l’infezione da coronavirusa e problemi al cuore, mentre non sembrano produrre benefici sui pazienti, sia presi da soli che insieme a un antibiotico.

Lo studio ha analizzato i dati (raccolti da 671 ospedali nel mondo) di 15mila persone trattate con gli antimalarici e con uno dei due antibiotici che a volte gli sono stati abbinati. La terapia in qualsiasi combinazione dei quattro farmaci è risultata associata a maggior rischio di morte rispetto a quello osservato in 81.000 pazienti a cui questi farmaci non sono stati somministrati. Il maggior rischio è stato osservato nel gruppo trattato con idrossiclorochina e un antibiotico, dove l′8% dei pazienti ha sviluppato aritmia cardiaca, rispetto allo 0,3% del gruppo di controllo.

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