Speranza su indagine sieroprevalenza: Conoscere Covid per affrontarlo e vincerlo

Speranza su indagine sieroprevalenza: Conoscere Covid per affrontarlo e vincerlo

Roma, 27 maggio – Sono partite ieri mattina dal centro operativo della sede nazionale della Croce Rossa Italiana, a Roma, dove si è recato per l’occasione il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto),  le prime chiamate ai cittadini che hanno dato il via all’indagine di sieroprevalenza avviata da dicastero con la collaborazione dell’Istat (che ha selezionato il campione dei 150 mila cittadini  che – contattati appunto dalla Cri – verranno invitati a sottoporsi al test). Scopo dell’iniziativa, come è noto, è quello di stimare il numero delle persone che hanno sviluppato anticorpi al Sars-Cov-2, “fotografando” così la diffusione del virus sul territorio nazionale.

Accolto dal presidente Cri, Francesco Rocca, lo ha voluto ricordare ancora una volta il ministro Speranza, spiegando appunto che l’indagine  “permetterà di capire esattamente cosa è successo nel Paese sulla diffusione del nuovo coronavirus. Voglio ringraziare la Croce Rossa, i suoi volontari e l’Istat che hanno consentito questo lavoro insieme a tutte le Regioni italiane. Conoscere l’epidemia è un modo importante per affrontarla meglio e per vincerla”.

“I volontari e colleghi della Croce Rossa stanno lavorando senza sosta per questo servizio importante per le nostre comunità” ha detto da parte sua Rocca, che poi ha voluto fare una raccomandazione ai cittadini: “Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso”  ha detto Rocca, consapevole della difficoltà di interloquire telefonicamente con i cittadini.

Nel corso della serata, Rocca ha poi reso noto che le chiamate effettuate dagli oltre 700 volontari della Cri sono state almeno “almeno 15mila in tutto il Paese”.  I dati, in termini di risposta, sono stati definiti da Rocca  “confortanti” e indicativi di una  “risposta positiva dai cittadini. Ognuno può fare la sua parte”.
Per garantire il campione di 150mila italiani previsto dall’indagine,  la Croce rossa contatterà 190 mila cittadini e l’auspicio è ovviamente che la partecipazione al test (che non è obbligatoria) sia la più ampia possibile. Coloro che risulteranno positivi saranno poi sottoposti a tampone, ma la rilevazione si prefigge anche di capire e quantificare il numero degli asintomatici. Il numero più alto dei cittadini contattati sarò quello della  Lombardia (più di  30mila), seguita da Veneto (13mila),Emilia Romagna (12mila),Campania, Lazio e Sicilia (oltre 11mila) e Piemonte (10mila). Seguono, con numeri progressivamente minori, le altre Regioni fino a chiudere con la Valle d’Aosta, dove saranno contattati “solo” quattromila cittadini. Il campione, oltre che sulla Regione,  è elaborato dall’Istat sulla base del genere,  dell’età (sei le classi previste)  d’età e dell’attività lavorativa.
L’indagine epidemiologica dovrebbe essere realizzata nell’arco di 15 giorni circa, anche se si prevede – dopo le rilevazioni e le analisi relative ai primi 20 mila cittadini –  di poter fornire le prime anticipazioni sul trend di diffusione del virus sul territorio nazionale. Il campione anticipatore. però. spiega il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, non ha solo lo scopo di fornire le prime informazioni, ma soprattutto quello di “ricalibrare meglio (dal punto di vista statistico, NdR)  l’indagine con dei piccoli interventi, se necessari”.
A fornire quelle che sono le aspettative sui risultati dell’indagine è il direttore scientifico dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito: “Stimiamo di trovare al massimo  il 5 per cento di positivi in Italia; in Sicilia e Sardegna meno del 2 per cento”. Dati che, spiega Ippolito,  “saranno utile ai fini epidemiologici, non del singolo individuo”.

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