Coperture vaccinali, farmacie spingono su interazione con Mmg e pediatri, i medici frenano

Coperture vaccinali, farmacie spingono su interazione con Mmg e pediatri, i medici frenano

Roma, 28 maggio – Stabilire le necessarie interazioni con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per individuare quei percorsi condivisi che – così come avviene in altri Paesi dell’Unione europea – porti alla promozione e all’esecuzione di campagne vaccinali antinfluenzali nelle farmacie, in un’ottica di complementarietà  tra professionisti che godono tutti della fiducia dei cittadini, per rispondere meglio  alle esigenza primaria di tutelare la salute della popolazione,  senza innescare climi di competitività che poco aggiungerebbero (e anzi ostacolerebbero) l’obiettivo vero di concorrere ad aumentare le coperture vaccinali nel Paese.

Questo “l’obiettivo imprescindibile” che Federfarma esplicita in un comunicato stampa diffuso oggi, tornando sulla necessità di una collaborazione interprofessionale con Mmg e pediatri per la realizzazione di campagne vaccinali sul territorio che potranno “senz’altro tradursi in un effettivo e concreto vantaggio per la cittadinanza interessata, potendo basarsi sulla gestione territoriale dei servizi offerti dalle farmacie e sull’apporto professionale del farmacista, in connubio, appunto, solo con i medici di famiglia  e i pediatri di libera scelta”.

“La comune visione, resa anche semplice da una comune condizione contrattuale di liberi professionisti convenzionati, delle categorie interessate a rendere effettivi e concreti i servizi sanitari territoriali” conclude il comunicato “potrà dunque basarsi anche  sulla elevata accessibilità e capillarità delle farmacie di comunità e la prossimità loro e dei medici convenzionati in modo tale da condurre, tra l’altro, campagne di vaccinazione volte a migliorare la protezione immunitaria della cittadinanza sia per diffondere messaggi positivi sulla vaccinazione”.

Sulla questione di sviluppare il ruolo delle farmacie come siti vaccinali permanenti, sviluppando la sinergia con i medici, oggetto anche dell’OdG a firma di Andrea Mandelli approvato due giorni fa dalla Camera in occasione del via libera al decreto Liquidità,  si dichiara in linea di massima d’accordo anche il presidente della Fnomceo  Filippo Anelli, convinto dell’utilità di una strategia vaccinale contro l’influenza nella fase 2 dell’epidemia di Covid-19, senza però mancare di esprimere una perplessità di non poco conto, ovvero la possibilità di poter superare   “il divieto, previsto dall’articolo 102 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, sull’esercizio della professione medica in farmacia, in assenza di una regolamentazione che eviti un possibile conflitto di interessi”.

“La vaccinazione antinfluenzale, in epoca di pandemia di Covid-19, ha un doppio obiettivo” dichiara Anelli: “quello di prevenire una comorbilità e di ridurre al minimo la circolazione del virus influenzale, prevenendo l’affollamento dei pronto soccorso e diminuendo i ricoveri ospedalieri; e quello di facilitare, in caso di sintomi, una diagnosi differenziale tra le due patologie”.

“Siamo tanto certi della sua utilità, che il Comitato centrale, l’organo di governo della Fnomceo, ha proposto di estenderne la somministrazione gratuita, già effettuata dai medici di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione, agli over 55” ha quindi aggiunto il presidente della federazione professionale dei medici.
“Allo stesso modo riconosciamo che le farmacie sul territorio rappresentino un presidio sanitario importante e auspichiamo accordi tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie convenzionate, al fine di rendere ancora più efficiente e capillare la rete di dispensazione dei vaccini”.
C’è tuttavia un ostacolo che non può non essere tenuto in considerazione:  “La somministrazione dei vaccini da parte del medico prevede atti clinici, in quanto presuppone l’anamnesi, la valutazione dello stato di salute della persona, la prescrizione e l’eventuale intervento in caso del manifestarsi di reazioni allergiche o altri effetti indesiderati” spiega  Anelli. “Per questo motivo, riteniamo opportuno che il Governo valuti con estrema cautela la realizzazione di quanto previsto nell’ordine del giorno” a firma Mandelli approvato l’altro ieri dall’Assemblea di Montecitorio.

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