Agcm, verificata la compatibilità degli accordi per la distribuzione di mascherine

Agcm, verificata la compatibilità degli accordi per la distribuzione di mascherine

Roma, 3 giugno – Con un comunicato stampa pubblicato sul suo sito  il 1° giugno, l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato rende noto di aver applicato per la prima volta la Comunicazione, deliberata lo scorso aprile, relativa agli accordi di cooperazione tra imprese volti a fronteggiare i problemi relativi all’attuale fase di emergenza sanitaria.

Nella riunione del 27 maggio, infatti, l’Autorità ha esaminato un progetto di cooperazione per la distribuzione di mascherine chirurgiche monouso tramite farmacie e parafarmacie, volontariamente sottoposto all’attenzione dell’Autorità dalle due principali associazioni italiane di distributori farmaceutici (Associazione distributori del farmaco e FederfarmaServizi), al fine di verificarne la compatibilità con il diritto nazionale e comunitario della concorrenza.

L’accordo, stipulato da Adf, FederfarmaServizi e tutte le associazioni di farmacisti e parafarmacie di proprietà di farmacisti iscritti all’albo con il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, consiste in una pratica di acquisto congiunto di mascherine chirurgiche e nella successiva ripartizione pro quota delle medesime tra i distributori al prezzo di acquisto unitario negoziato con i fornitori, fino al 30 giugno 2020.

Poiché il progetto di cooperazione ricade nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione europea, l’Agcm – anche al fine di accrescere la certezza giuridica delle imprese interessate – ha consultato la Commissione europea, nell’ambito della rete europea della concorrenza.

L’Autorità ha considerato che l’accordo in questione è volto a gestire un approvvigionamento efficace e omogeneo di mascherine chirurgiche sull’intero territorio nazionale, assicurando che la collettività possa agevolmente rifornirsi di tali dispositivi essenziali di protezione personale presso le farmacie e parafarmacie.

In considerazione della situazione eccezionale di emergenza sanitaria e della durata temporalmente limitata dell’accordo di cooperazione, l’Autorità ha quindi ritenuto che non vi siano, allo stato, elementi che giustifichino un approfondimento istruttorio.

 

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