Cannabis per uso ricreativo, la Svizzera sperimenta la distribuzione legale

Cannabis per uso ricreativo, la Svizzera sperimenta la distribuzione legale

Roma, 3 giugno – Distribuire legalmente la cannabis per uso ricreativo, per limitare gli effetti negativi prodotti dall’incontrollabile mercato illegale generato dalle norme proibizioniste. La Svizzera, con un voto abbastanza contrastato al Consiglio nazionale (113 sì contro 81 no) ha detto sì a una sperimentazione pilota di distribuzione controllata di marijuana, approvando una modifica della Legge sugli stupefacenti. Per la sperimentazione dovrà essere impiegata unicamente erba proveniente da canapa biologica svizzera, così da sostenere l’agricolutra del Paese.

La decisione è nata dalla constatazione del fa sostanziale fallimento della guerra alla droga: il consumo di cannabis da parte dei giovani non è  infatti diminuito e con la proposta appena approvata (secondo i suoi promotori) si  potrà testare un altro modello che forse funzionerà meglio. Attualmente, nonostante il divieto, circa 200 mila persone consumano regolarmente canapa con un tenore di Thc superiore all’1% per scopi ricreativi, alimentando un fiorente mercato nero di prodotti di qualità incerta, non sottoposti ad alcun controllo. Una situazione del tutto insoddisfacente, per  l’attuale maggioranza elvetica, che la Confderazione prova ora a correggere.

Per dare corso alla sperimentazione è già stata predisposta un’ordinanza che prevede condizioni molto severe. La partecipazione ai progetti pilota sarà limitata ai consumatori di cannabis che hanno almeno 18 anni, i partecipanti dovrebbero essere attentamente seguiti e il loro stato di salute monitorato costantemente.

Nella composita maggioranza che esprime l’attuale governo svizzero (dove siedono insieme partiti di destra, di centro e di sinistra) le discussioni non sono ovviamente mancate. C’è ad esempio, soprattutto tra i conservatori, chi ritiene che le condizioni della sperimentazione debbano essere ancora più rigorose “per evitare rischi per la salute” e chi deplora l’assenza di misure per proteggere i giovani, alla luce della nocività del consumo di cannabis. Ma i sostenitori del tentativo di sottrarre all’illegalità il mercato di cannabis tengono il punto, convinti che sia proprio questa a produrre la gran parte dei problemi e degli effetti negativi e sostenendo che chi si oppone alla sperimentazione esprime in realtà un voto a favore del mercato nero

Rispondendo alle critiche della minoranza, il relatore commissionale Pierre-Yves Maillard (Partito socialista)  ha spiegato che non si tratta di un primo passo verso la legalizzazione, dato che la legge non lo permette, ma che la sperimentazione consentirà di fare in seguito un più ragionato e consapevole punto della situazione su un consumo che comunque  – nonostante le proibizioni – continua a interessare molte migliaia di svizzeri, soprattutto tra i giovani.

All’origine del dibattito politico che ha portato all’approvazione della sperimentazione c’è  la mancata autorizzazione all’Università di Berna, da parte dell’Ufficio federale della sanità pubblica, di condurre uno studio sul cannabis. Un “no” motivato con la mancanza di una base giuridica, impedimento che la sperimentazione della distribuzione legale della marijuana farebbe ovviamente venir meno.

Il progetto prevede test pilota limitati nel tempo, al massimo cinque anni prorogabili una sola volta per due anni. I partecipanti potranno acquistare soltanto una quantità limitata (10 grammi) di cannabis al mese, che non potranno cedere a terzi o consumare in luoghi pubblici. Inoltre anche l’articolo di legge sulle sperimentazioni pilota avrà una validità limitata a dieci anni. La questione passa ora alla discussione dei singoli stati della Confederazione.

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