Cittadinanzattiva: “Sanità, semplificare si può, a cominciare dalla distribuzione dei farmaci”

Cittadinanzattiva: “Sanità, semplificare si può, a cominciare dalla distribuzione dei farmaci”

Roma, 3 giugno – Per quanto semplificare sia notoriamente la cosa più complessa del mondo, è il traguardo cui bisogna tendere. Soprattutto quando raggiungerlo significa eliminare in radice molti dei problemi e degli ostacoli che impediscono ai cittadini di accedere con la dovuta che Questo, ridotto all’essenziale, il messaggio che Antonio Gaudioso (nella foto), segretario generale di Cittadinanzattiva, ha voluto trasmettere nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare per la semplificazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui servizi erogati dal Servizio sanitario nazionale.

È necessario puntare su una riforma della pubblica amministrazione per una vera semplificazione a favore dei cittadini e  intervenire con provvedimenti molto specifici in ambito sanitario” ha detto Gaudioso, portando esempi come il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con il riconoscimento di un ruolo più centrale ai medici di famiglia, pediatri e farmacie e l’adozione omogenea su tutto il territorio della distribuzione per conto dei farmaci e del fascicolo sanitario elettronico. “In generale, è importante rendere la semplificazione delle procedure, l’accesso alle stesse e la digitalizzazione un processo organico che duri a lungo ed entri a regime anche dopo l’emergenza”  ha detto ancora Gaudioso, che ha quindi ringraziato il presidente della Commissione Nicola Stumpo per l’indagine conoscitiva avviata, “che permetterà appunto di evidenziare aree di miglioramento utilizzando le esperienze di questo momento, soprattutto per quanto concerne la qualità e l’accesso al Ssn”.
Nel corso dell’audizione, Gaudioso ha avanzato diverse proposte, che proponiamo qui di seguito nella sintesi operata dalla stessa Cittadinanzattiva.

La prima proposta riguarda la distribuzione dei farmaci: al fine di rispettare il tempo dei pazienti, comprimere i tempi dello spostamento e favorire la continuità terapeutica dei pazienti cronici, Cittadinanzattiva chiede di semplificare al massimo le procedure con cui i malati cronici e rari possono ottenere direttamente in farmacia anche i farmaci e i presidi sanitari solitamente distribuiti nelle strutture pubbliche attraverso la adozione omogenea della distribuzione per conto; favorire, per le terapie normalmente distribuite in modalità diretta attraverso le farmacie ospedaliere, la consegna al domicilio da parte di personale preparato che garantisca la funzione di counseling farmacologico; agevolare le modalità di consegna a domicilio di farmaci e presidi sanitari, stipulando partnership e protocolli anche con enti del terzo settore prevedendo l’attivazione di programmi di supporto al paziente; favorendo così i bisogni delle persone in condizioni di fragilità.
La seconda è riferita alla delocalizzazione delle terapie:  al fine di rispettare il tempo di vita del paziente che deve sottoporsi alla somministrazione di farmaci presso le strutture ospedaliere e i costi diretti ed indiretti degli spostamenti verso le stesse strutture, spesso distanti dai pazienti (aree interne) è necessario favorire, previa valutazione del medico specialista, la somministrazione di farmaci al di fuori degli ospedali, utilizzando le diramazioni territoriali delle Asl/Asst o il domicilio del paziente.
È inoltre necessario prevedere la possibilità di rinnovi terapeutici di durata più ampia o da espletare utilizzando canali alternativi come la telemedicina o attraverso l’invio telematico dei documenti clinici utili alla rivalutazione evitando, inoltre, la ripetizione di esami già effettuati in altra regione per ottenerne il rinnovo.

Una terza proposta si riferisce alle anagrafi vaccinali e alla delocalizzazione dei vaccini. La maggiore diffusione delle anagrafi vaccinali informatizzate potrà avere ricadute positive sull’adesione alle vaccinazioni, vista la dimostrata efficacia nell’aumentare le coperture vaccinali di interventi come la chiamata attiva alla vaccinazione, il sollecito di chi non si presenta, e i sistemi di promemoria per gli operatori sanitari. Pertanto Cittadinanzattiva chiede di implementare le infrastrutture delle anagrafi vaccinali informatizzate per le vaccinazioni dell’infanzia/adolescenza, dell’adulto e dell’anziano.

Al fine di consentire la massima accessibilità alle vaccinazioni e rendere sostenibile la vaccinazione per la vita familiare e lavorativa si chiede di prevedere luoghi alternativi ai centri vaccinali per l’esecuzione delle vaccinazioni implementando il ricorso ai Mmg e pediatri di libera scelta e presso le farmacie, le scuole, i luoghi di lavoro e di prevedere orari più ampi così da consentire l’accesso anche nelle ore pomeridiane e nel week end.

Ancora, l’associazione civica chiede di potenziare i servizi di telemedicina per poter garantire la continuità delle cure (per controlli e consulti) e la gestione dei pazienti al domicilio, e rispondere ad una delocalizzazione delle cure efficace, efficiente e sicura, investendo in piattaforme informatiche omogenee tra gli ospedali e i presidi territoriali.

Altra proposta avanzata davanti alla Commissione per la semplificazione è quella di garantire la possibilità di scegliere temporaneamente il medico di medicina generale non solo per motivi di studio, lavoro e salute, ma anche a chi è disoccupato/inoccupato o chi ha più di 65 anni, ma è in buona salute e per chi è un care giver, a prescindere dalla nazionalità.

C’è quindi la richiesta di chiarire di chi è la competenza di certificazione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, per poter rimanere a casa (prevista nel decreto legge 19 maggio 2020, n. 34) e con quali tempi deve essere certificata, in modo tale da non mettere a rischio ampie categorie di lavoratori “fragili”.

Ultima proposta (davvero semplicissima),  quella di permettere ai cittadini con disabilità di poter parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu con il proprio automezzo, quando gli spazi riservati sono già occupati o non presenti.

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