Federfarma, si allarga il fronte “no vote”: disertano le urne anche Trapani e Agrigento

Federfarma, si allarga il fronte “no vote”: disertano le urne anche Trapani e Agrigento

Roma, 8 giugno – Elezioni per il rinnovo dei vertici nazionali  Federfarma dell’11 giugno, si allarga il fronte dei  “no vote”: alle articolazioni territoriali del sindacato che la settimana scorsa hanno comunicato la decisione di disertare il voto, in segno di protesta per le modalità con cui è stato indetto (la consultazione, come è noto, si terrà in videoconferenza), per  la convocazione dell’Assemblea elettorale così subitanea da non concedere spazi al pur  necessario confronto interno e per non aver tenuto conto della circostanza che vi sono associazioni provinciali e unioni regionali che non hanno ancora provveduto a rinnovare i loro direttivi, si è formalmente aggiunta, venerdì scorso, anche l’Associazione dei titolari di Trapani, presieduta da Leonardo Galatioto (nella foto). E, anche se al momento in cui scriviamo non ci risulta ancora partita la comunicazione che la formalizza, analoga decisione è stata assunta dal sindacato provinciale di Agrigento presieduto da Claudio Miceli.

Galatioto, nella lettera inviata ai vertici nazionali, regionali e provinciali del sindacato e per conoscenza anche alla Fofi e a FarmacieUnite, stigmatizza la convocazione di elezioni, nonostante “il differimento  a data da destinarsi di tutti gli appuntamenti elettorali  già calendarizzati per questa primavera”,  per poi illustrare con chiarezza quasi didascalica le ragioni all’origine della decisione di disertare le urne.  Dopo aver messo in relazione la decisione di andare comunque al voto con la “bramosia di sopravvivenza” degli attuali dirigenti, che  “legittimamente (dal  loro punto di vista) auspicano la riconferma”, il presidente di Trapani scrive che insorgono “perplessità e dubbi… sulla legittimità di una assemblea elettiva in ‘modalità di videoconferenza’ (da remoto), anche per la palese impossibilità di garantire la segretezza del voto  (espressamente prevista dalle vigenti normative) ed esponendo pertanto i risultati elettorali alla valutazione – nelle opportune sedi – della loro validità. Ulteriori perplessità” scrive ancora Galatioto “si rilevano sulla data indicata per la convocazione stessa, al momento, infatti, circa il trenta per cento delle Associazioni provinciali  – causa lockdown – non ha provveduto al rinnovo dei propri rappresentanti; ne consegue che i rappresentanti nazionali verrebbero indicati da soggetti non più in possesso di una piena legittimazione”.

“La repentina accelerazione (invero inattesa), imposta al corpo elettorale farmaceutico” continua Galatioto “ha precluso di fatto qualsiasi confronto di idee e di programmi, stroncando sul nascere la formazione – seppur ipotetica – di candidature alternative. Non si comprende, infine, quale possa essere la motivazione dell’urgenza nonché della inusuale (lecita ???) modalità telematica di elezioni, dal momento che è ormai terminato il ‘lockdown’ed è possibile muoversi sull’intero territorio nazionale”.

Considerazioni che spingono il rappresentante dei titolari trapanesi a scomodare Giulio Andreotti, sia pure senza citarlo espressamente, e il suo celebre aforisma secondo il quale “pensar male sarà pure peccato ma il più delle volte – statisticamente –  ci si prende”.

“Per quanto precede e senza bisogno di ulteriori valutazioni sui successi (pochi) e sulle “Caporetto” (qualcuna in più) ottenuti nel triennio dalla attuale dirigenza nazionale della Federazione” è la lapidaria conclusione di Galatioto “non volendo avallare – con la propria partecipazione –  tale modus operandi, il Sindacato provinciale titolari di farmacia di Trapani si asterrà dal partecipare  a questo appuntamento elettorale, convocato in modalità di videoconferenza”.

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