Conasfa a nuova dirigenza Federfarma: “Rinnovo del Ccnl subito!”

Conasfa a nuova dirigenza Federfarma: “Rinnovo del Ccnl subito!”

Roma, 12 giugno – Che il comunicato stampa di  sul rinnovo del Ccnl di Conasfa, l’Associazione nazionale professionale dei farmacisti non titolari, sia stato diffuso ieri, proprio nel giorno delle votazioni per il rinnovo dei vertici di Federfarma, non è ovviamente una circostanza casuale. La sigla presieduta da Silvera Ballerini ha infatti aspettato l’importante scadenza per far pervenire al sindacato delle farmacie private il suo messaggio in bottiglia su una situazione – quella dello stallo delle trattative per il rinnovo del contratto – che deve essere risolta, e subito.

“Che la professione del farmacista non sia sempre ‘ben’ posizionata nello scenario della sanità italiana, è sotto gli occhi di tutti. Che il farmacista, nella galassia dei sostegni sia il fanalino di coda, altrettanto. Che il farmacista dipendente sia terra di nessuno all’interno del proprio ambito professionale è oramai una storia ciclica” esordisce la nota alla stampa diramata ieri da Conasfa. “Nel drammatico scenario degli ultimi mesi i farmacisti hanno dato una indiscutibile prova dell’importanza della loro figura professionale, numeri alla mano la stragrande maggioranza di quei farmacisti erano collaboratori. Ora quegli stessi farmacisti si aspettano un preciso e forte riconoscimento, ovvero il rinnovo del contratto, vacante da tanti anni (è scaduto da sette, NdR)“.

“In questi giorni Federfarma rinnova le cariche” prosegue Conasfa, affermando di ricordare bene che  “uno dei punti della precedente campagna, che ha portato all’elezione del dott. Cossolo, era il rinnovo del Ccnl dei dipendenti farmacisti. Il risultato è stato nullo”.
La sigla dei non titolari passa quindi a elencare la serie di domande che “sorgono spontanee” di fronte al mancato assolvimento degli impegni assunti dai dirigenti Federfarma prima delle elezioni di tre anni fa: “A) i colleghi dipendenti sono così “anonimi” ?; b)il ruolo del farmacista dipendente è così semplicemente intercambiabile?; c) questo insuccesso di Federfarma è dovuto dal vertice o dalla base?; d) quando un’azienda farmacia non trova un accordo soddisfacente con l’azienda fornitrice ha la possibilità di cambiare interlocutore, mentre i farmacisti collaboratori sostanzialmente non hanno la possibilità di cambiare interlocutore, perché si trovano a confrontarsi con un monolite e) i motivi/pretesti per rinviare da anni un accordo dignitoso per un professionista oramai sono infiniti; f) per chi vive all’esterno della contrattazione è difficile poter accettare maggior flessibilità, sono già presenti degli istituti nel contratto in vigore e tutto quello che è successo in questi ultimi mesi nelle farmacie pensiamo possa bastare e avanzare”.
Conasfa ricorda quindi l’ipotesi (proposta da un emendamento al Decreto Rilancio) di istituire la figura del “farmacista di famiglia”, che verrebbe remunerato dalla Asl e potrebbe essere un farmacista dipendente, o comunque non titolare, o un titolare di farmacia senza dipendenti. “Forse potrebbe essere questa la via per offrire al farmacista una retribuzione dignitosa riconoscendolo come professionista e non semplicemente come colui che lavora presso una farmacia?” si chiede la sigla dei non titolari. “Ci piace interpretare in questo modo il recente intervento del presidente Mandelli che auspicava il passaggio del nostro contratto nell’area sanità: non solo un fatto formale ma il porre le basi per permettere un nuovo modello che potrebbe integrarsi con un’altra proposta del nostro Presidente ovvero la firma della ricetta da parte del farmacista. Tutto ciò permetterebbe, quando si passerà al nuovo modello di remunerazione basato sul pagamento dell’atto professionale, di prevedere che una quota vada al farmacista che firma la ricetta o la prestazione”.
Conasfa conclude quindi la sua nota  concordando con i bonus/riconoscimenti economici del Governo e condividendo la richiesta di Mnlf su una estensione dell’esonero per l’anno in corso dei crediti Ecm. Ma la chiusura è dedicata al “punto fondamentale”,  ovvero “il rinnovo del contratto, subito!”.

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