Gullotta (Fnpi) a Federfarma: “Si occupi di farmacie, lasci in pace le parafarmacie”

Gullotta (Fnpi) a Federfarma: “Si occupi di farmacie, lasci in pace le parafarmacie”

Roma, 15 giugno – “Il nostro invito ai neo eletti presidenti di Federfarma e Sunifar è di occuparsi delle farmacie e di lasciare in pace i farmacisti delle parafarmacie e le parafarmacie. Poi se questi dirigenti proprio non possono fare a meno di pensare e perseguire l’eliminazione delle parafarmacie ci permettiamo di dare loro una soluzione molto semplice e immediatamente risolutiva: libera professione per tutti i farmacisti, eliminazione dell’ereditarietà di una concessione statale, rimodulazione della pianta organica (numero minimo di farmacie per abitanti e non più numero massimo)”.

Questa l’urticante reazione di Davide G. Gullotta (nella foto), presidente di Fnpi, la Federazione nazionale della parafarmacie italiana, alle prime dichiarazioni di Marco Cossolo e Giovanni Petrosillo, eletti lo scorso 11 giugno alla guida di, rispettivamente, Federfarma e Sunifar.

“Nonostante le parafarmacie esistano ormai da oltre 12 anni, e siano riconosciute unanimemente come un presidio importante della salute sul territorio italiano, constatiamo che ancora per alcuni colleghi titolari di farmacia l’essere titolare di parafarmacia o lavorarci è inteso e sentito quasi come una colpa” scrive Gullotta in una nota diramata nella mattinata di oggi. “Questo assurdo concetto ci viene ripresentato dalle ultime elezioni di Federfarma dove abbiamo visto come nel programma del rieletto presidente di Federfarma, a cui facciamo gli auguri, Marco Cossolo, vi è sempre come punto programmatico l’eliminazione dei farmaci sop/otc dalle parafarmacie con l’eliminazione della presenza del farmacista. Mi chiedo se il presidente Cossolo si renda conto dell’assurdità delle sua proposte e delle insite drammatiche conseguenze occupazionali”.

Ma il presdeinte di Fnpi non manca di stigmatizzare anche le dichiarazioni di Petrosillo, relative all’impegno di chiudere – per garantire la massima trasparenza al suo mandato nel sindacato delle farmacie rurali –  il codice univoco della parafarmacia della moglie, in attività da 13 anni e, per stessa ammissione di Petrosillo, “nota e apprezzata tra i cittadini e che non aveva determinato nessun danno alle farmacie vicine”.

“Troviamo sinceramente assurdo ed inspiegabile questo atteggiamento da parte del sindacato dei titolari, troviamo assurdo che di fronte ai tanti problemi delle farmacie e dei suoi titolari lo sguardo dei dirigenti di Federfarma sia ancora rivolto verso le parafarmacie e i colleghi che vi lavorano” scrive Gullotta, che non resiste alla tentazione di fare riferimento alla parabola biblica dove non ci si accorge della trave nel proprio occhio (nel caso di specie, il capitale privato che ha fatto irruzione nella proprietà delle farmacie) ma ci si concentra esclusivamente  sulla pagliuzza, che in questo caso è la parafarmacia.

Quello che ci sconvolge è che, numeri e statistiche alla mano, gli esercizi di vicinato non hanno danneggiato in nulla le farmacie, cosa acquisita anche dal neo-presidente del Sunifar” afferma Gullotta. “Gli stessi corner della Gdo, grande spauracchio da sempre sbandierato da Federfarma come male assoluto, sono numericamente pochissimi – poche centinaia di esercizi, un nulla contro le 19000 farmacie italiane – e con fatturato complessivo di diversi ordini di grandezza inferiore rispetto al mondo delle farmacie”.

Inevitabile l’invito conclusivo, già anticipato a inizio articolo: i dirigenti di Federfarma lascino in pace le parafarmacie e i tanti farmacisti che vi lavorano, a meno di non volere vedere contrapposta alle loro irricevibili proposte quella che risolverebbe in radice ogni problema: la  libera professione per tutti i farmacisti, con l’eliminazione dell’ereditarietà di una concessione statale e la rimodulazione della pianta organica, ancorata alla presenza di un numero minimo di farmacie per abitanti.

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