Ocse su sviluppo cure primarie, Mandelli: “La farmacia dei servizi va in quella direzione”

Ocse su sviluppo cure primarie, Mandelli: “La farmacia dei servizi va in quella direzione”

Roma, 18 giugno – Lo sviluppo dell’assistenza territoriale come chiave di una sanità più efficiente, efficace e sostenibile, alla base del  report Realising the Potential of Primary Health Care pubblicato lo scorso 30 maggio dall’Ocse, è la direzione giusta vero la quale far muovere i sistemi sanitari nel futuro.

Ad affermarlo, commentando il rapporto, è il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto), sottolineando come il lavoro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico riassuma molto efficacemente ciò che  “la letteratura scientifica ha dimostrato in almeno un ventennio e cioè che l’ospedale deve farsi carico della complessità e dell’acuzie, mentre i pazienti affetti da malattie croniche, se stabilizzati, devono essere presi in carico sul territorio. Non a caso l’Ocse riporta come esempi di patologie cui si deve una quota rilevante di ricoveri impropri asma e Bpco, diabete e ipertensione”.
Sono le stesse evidenze scientifiche sulle quali, aggiunge Mandelli, “la Fofi ha proposto e avviato alla sperimentazione il modello della farmacia dei servizi“.

Positivo anche il commento sulla sottolineatura del report Ocse relativa alla necessità di investire più risorse per ottenere un’efficiente sanità territoriale: “È fondamentale, perché le riforme a costo zero non esistono” afferma al riguardo il presidente della Fofi. “Tuttavia l’Italia in questo senso potrebbe essere avvantaggiata, perché conta sulla presenza capillare di farmacisti di comunità, medici di medicina generale e infermieri. Quello che manca è l’interconnessione di queste reti e la possibilità di operare sulla base di protocolli condivisi, senza invasioni di campo ma mettendo al centro il paziente”.

“Sono certo che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ben presenti le questioni sollevate dall’Ocse” conclude Mandelli “così come la necessità di intervenire rapidamente per potenziare la prima linea del Ssn, soprattutto sulla base dei dolorosi insegnamenti di questa pandemia”.

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