Farmacap, assemblea in Campidoglio il 23 giugno: “Gestione fallimentare, ora basta!”

Farmacap, assemblea in Campidoglio il 23 giugno: “Gestione fallimentare, ora basta!”

Roma, 19 giugno – Per Farmacap è arrivato invitabilmente il giorno del redde rationem:  i sindacati dei lavoratori dell’azienda speciale capitolina – stanchi delle mancate risposte dell’azienda al lungo cahier de doleances trasmesso da tempo e della “gestione fallimentare” dell’azienda –  hanno deciso di dare avvio a un percorso di mobilitazione, convocando per il 23 luglio un’assemblea generale per costituire un presidio di tutti i lavoratori Farmacap a piazza del Campidoglio, “occupandola” per tutta la mattinata, dalle 9 alle 13.30, ovviamente con le dovute e necessarie misure di prevenzione dal contagio e distanziamento.

Contestualmente, hanno chiesto alla sindaca Virginia Raggi e all’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti un incontro, magari nella stessa giornata del presidio, nel corso del quale rappresentare gli impegni che le organizzazioni dei lavoratori ritengono non più procrastinabili per il rilancio dell’azienda e che impongono scelte concrete, precise e immediate da parte dell’amministrazione capitolina, che fin qui ha invece brillato per la sua assenza e il suo silenzio. 

La lista è quella già più volte rappresentata in passato dai sindacati: alla Giunta Raggi viene chiesto di  fornire le informazioni necessarie sulla relazione commissariale per i bilanci 2013-2019 (dei quali non si sa nulla: l’impegno del commissario straordinario Marco Vinicio Susanna di  trasmettere entro fine maggio la sua relazione conclusiva sulla loro revisione è stato disatteso, e ciò è tutt’altro che rassicurante, visto che dai bilanci potrebbero emergere elementi in grado di condizionare pesantemente le scelte future dell’amministrazione capitolina su Farmacap), ma anche di mettere fine alla stagione delle direzioni generali ad interim, attraverso la predisposizione urgente di un bando per la selezione di un DG, con comprovate competenze e con provenienza esterna all’azienda.

Altre richieste “di vecchio conio” e di sempre più pressante urgenza sono quella di mettere fine al lunghissimo periodo di commissariamento di Farmacap, con la nomina di un nuovo Consiglio di amministrazione, come da statuto aziendale; di vigilare sul rispetto e l’attuazione delle norme in materia di sicurezza, molto spesso disattese (emblematiche, al riguardo, le reiterate inadempienze della direzione aziendale durante la recente fase emergenziale per il coronavirus) e, infine, a fornire adeguate informazioni sulla stesura del Piano Programma (piano industriale) e sullo stato di attuazione di tutte le misure previste dalla mozione n. 45 approvata a maggio 2019 per un effettivo potenziamento e rilancio dell’azienda.

Basta con i silenzi e le strategie dilatorie, insomma, e basta con i mezzucci (come ad esempio, esemplica il sindacato, approfittare dell’argomento crisi economica post-Covid per giustificare furbescamente l’attivazione dei Fis, gli ammortizzatori sociali, con una scelta unilaterale e senza il consenso delle sigle sindacali): per Farmacap e i suoi lavoratori è giunto il tempo della risposte, che devono arrivare subito e in modo chiaro, su una lunghissima serie di problemi.

Il comunicato stampa delle rappresentanze sindacali aziendali ne (ri)elenca alcuni: il servizio Recup sospeso all’inizio dell’emergenza sanitaria ancora inattivo, quando invece avrebbe potuto già essere riaperto almeno per le prenotazioni specialistiche con urgenza breve; i trasferimenti d’imperio, effettuati dalla direzione interinale con criteri arbitrari e quasi sempre in disaccordo con i dipendenti interessati, in palese e sistematica violazione del Ccnl, che all’art. 26 prevede esplicitamente un accordo sindacale di regolamentazione dei trasferimenti del personale nelle città di grande estensione trasferimenti; la mancanza di chiarezza nella gestione di chiusure e ferie estive (ma i sindacati si chiedono addirittura se in ferie  sarà possibile andarci); la mancata attivazione dell’assistenza sanitaria integrativa, prevista dal Ccnl; la risibile risposta fornita dalla direzione alla cronica carenza di personale (mancano una trentina di farmacisti), con l’indizione di un bando per la selezione e l’assunzione di tre farmacisti, senza alcuna specifica esperienza, per  tre mesi. Bando che tra l’altro  – sottolinea impietosamente il comunicato sindacale – definisce ‘pubblico ufficiale‘ la figura del farmacista, che è invece, ‘incaricato di pubblico servizio’, “evidenziando ulteriormente la confusione della dirigenza aziendale”.

Comprensibile il basta del sindacato e la sua volontà di riportare la vicenda Farmacap all’attenzione dell’opinione pubblica con l’iniziativa di martedì prossimo e la contestuale forte sollecitazione alla sindaca,  all’assessore Lemmetti e agli stessi consiglieri dell’Assemblea capitolina.

In particolare, le organizzazioni sindacali chiamano a raccolta  i lavoratori dell’azienda, precisando, al riguardo,  che tutte le farmacie/sportelli – ad eccezione di quelle di turno secondo calendario- nella giornata di martedì 23 giugno potranno chiudere e interrompere il servizio al pubblico, nella fascia oraria dalle 8.30 alle 13.30.

 

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