Fofi, ok ad assemblee Ordini “in presenza”, Federfarma: “Per noi privati è diverso”

Fofi, ok ad assemblee Ordini “in presenza”, Federfarma: “Per noi privati è diverso”

Roma, 19 giugno – Da una parte la Fofi, che ha sollevato la questione indirizzando un quesito al ministero della Salute, al fine di chiarire la corretta interpretazione delle misura del Dpcm dell’11 giugno scorso che prevede la sospensione fino al 14 luglio prossimo di congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali nei quali siano coinvolti professionisti sanitari e che – ritenendo che il divieto debba essere riferito unicamente ad attività convegnistiche o congressuali e no alle adunanze assembleari necessarie a garantire il regolare funzionamento degli Ordini professionali, due giorni fa ha diffuso una circolare agli Ordini provinciali per informarli che (anche sulla base di conferme ottenute per le vie brevi da fonti ministeriali) le assemblee degli stessi Ordini (in quanto “momento procedimentale e partrcipativo necessario per il funzionamento degli enti”) sono escluse dal divieto.

In altre parole, le assemblee ordinistiche potranno svolgersi in “presenza fisica” dei soggetti convocati, “a condizione – precisa la circolare Fofi – che siano organizzate in locali o spazi adeguati, eventualmente anche all’aperto, e assicurino il mantenimento continuativo della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra tutti i partecipanti, evitando dunque ogni forma di assembramento, nel rispetto delle norme sanitarie di contenimento della diffusione del contagio da Covid-19″, incluse quelle sulla sanificazione degli ambienti. Un vero e proprio  “via libera” a un ritorno a più fisiologiche modalità di svolgimento delle attività di rappresentanza professionale, quello della Fofi, che però ricorda che “resta ferma la possibilità di svolgimento delle medesime assemblee in remoto”.

Via libera dal quale, in qualche modo, ha preso subito le distanza Federfarma, forse nel timore che l’intervento della Fofi possa essere strumentalmente interpretato, al di là dei suoi significati e delle sue intenzioni, come un argomento a sostegno delle molte critiche sollevate dalla decisione del sindacato dei titolari di  svolgere in videoconferenza un evento di straordinaria importanza come l’assemblea nazionale elettiva dello scorso 11 giugno.

In una circolare indirizzata alle sue articolazioni territoriali il 18 giugno (un giorno dopo quella inviata dalla Fofi agli Ordini), Federfarma si affretta a precisare che “la problematica relativa alle adunanze assembleari necessarie a garantire il regolare funzionamento degli Ordini dei farmacisti non riguarda questa Federazione che ha natura di soggetto di diritto privato, diversamente dalla natura pubblicistica degli Ordini professionali” e di chiarire che la sua decisione di convocare le proprie riunioni assembleari in videoconferenza “è stata assunta sulla base del prudenziale apprezzamento di esigenza di tutela della salute dei propri associati e del favore  per l’utilizzo di tale modalità ‘da remoto’ risultante dalle indicazioni del vigente quadro normativo di riferimento. Sul punto si ricorda che la deliberazione dello stato di emergenza sanitaria connessa all’epidemia Covid-19, sancita dal Consiglio dei Ministri, avrà termine – salvo proroga – il 31 luglio 2020″.

Il sindacato dei titolari si preoccupa anche di precisare che il combinato delle norme emergenziali che dispongono la sospensione di congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità fino al 14 luglio 2020  conferma “la correttezza delle determinazioni di Federfarma circa la decisione di convocare le proprie riunioni assembleari in videoconferenza e risponde al principio di precauzione nei confronti della categoria dei farmacisti di cui si è fatto cenno, in termini di maggior tutela dal potenziale rischio di contagio da Covid-19, e nel rispetto del quadro normativo vigente e delle relative finalità perseguite”.

 

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