Professione farmaceutica, le proposte della Fofi agli Stati generali dell’Economia

Professione farmaceutica, le proposte della Fofi agli Stati generali dell’Economia

Roma, 23 giugno – “#StatiGenerali si sono chiusi con la riunione della consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie. il Paese per ripartire ha bisogno delle donne e degli uomini del Ssn. È stato bello ascoltare il contributo di alcune eccellenze del Made in Italy e del mondo della cultura”.

Con questo messaggio su Twitter il ministro della Salute Roberto Speranza ha salutato lunedì scorso la conclusione della grande iniziativa d’ascolto lanciata dal Governo per individuare, attraverso il confronto con tutti i vertici europei, le istituzioni e tutte le parti sociali, le direzioni verso le quali muovere per tirare fuori l’Italia dalle secche della crisi,  elaborando la bozza di piano di rilancio – anche con “il confronto politico con le forze di opposizione” – dalla quale far scaturire il Recovery Plan che (nei programmi) sarà presentato a settembre, sempre che lo permettano le variabili non ancora definite e però fondamentali, su tutte il piano Next Generation Eu, i cui contenuti definitivi debbono essere ancora decisi dal Consiglio europeo per stabilire l’ammontare dei grants (sussidi) e  dei loans (prestiti) per far ripartire l’Europa dopo l’emergenza coronavirus.

A chiudere la settimana dei lavori sono stati appunto gli incontri con  i vertici di grande aziende, gli architetti, esponenti del mondo della cultura e, appunto, la Consulta delle professioni sanitarie. A rappresentare la professione farmaceutica il presidente della Fofi Andrea Mandelli, che ha presentato un documento con le proposte necessarie a porre in atto “una profonda azione riformatrice del comparto farmaceutico (…) che possa portare ad un ammodernamento del sistema a beneficio della collettività”.

Dodici le proposte avanzate dal documento federale:
1) Farmacia dei servizi, con il potenziamento dell’assistenza territoriale, in sinergia con gli altri professionisti sanitari, per “sfruttare” al massimo le potenzialità della rete capillare delle farmacie, presidi territoriali di salute, favorendo così “la massima espressione della capacità della rete interprofessionale territoriale, dove ogni componente è insostituibile per la parte che le è di propria competenza”.

2) Cronicità, un terreno cruciale per la sostenibilità del Ssn, dove le farmacie possono concorrere a conseguire significativi obiettivi in termini di prevenzione primaria e secondaria, seguendo protocolli condivisi con i medici (specialisti e Mmg), in particolare in materia di  r’aderenza ai trattamenti a lungo termine.

3) Distribuzione diretta e dpc, con il superamento delle “criticità legate alla centralizzazione della distribuzione ospedaliera”  e la previsione della distribuzione nelle farmacie di comunità dei farmaci oggi concessi  direttamente da strutture ospedaliere e Asl.

4) Farmaci innovativi: prevedere, attraverso “l’attuazione di una costante attività di revisione dei Pht”,  la possibilità di trasferire in distribuzione per conto quei medicinali “che, in condizioni di sicurezza, possono essere gestiti direttamente e in modo più efficiente sul territorio  e contestualmente “procedere ad una riforma del sistema di remunerazione, che valorizzi la professionalità del farmacista e le prestazioni dallo stesso rese, con il supermento del meccanismo legato alla percentuale sul prezzo dei medicinali”.

5)  Digitalizzazione, fascicolo sanitario elettronico (Fse) e dossier farmaceutico:  strutture come le farmacie già fortemente digitalizzate vanno “sfruttate” implementando strumenti che permetterebbero di “ricostruire la  storia farmacologica del paziente favorendo la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l’aderenza alla terapia per la sicurezza del paziente”, riducendo così anche gli sprechi a carico del Ssn e rendendo “più semplice e immediato lo scambio di informazioni tra tutti gli attori del processo di cura (Asl, medico curante, specialista)”. Da qui la proposta di consentire anche al farmacista, soggetto abilitato alla consultazione e alimentazione del Fse, “l’accesso ai dati clinici del paziente”.

6) Valorizzazione delle competenze del farmacista ospedaliero nella prevenzione e nella risoluzione delle problematiche connesse agli errori in terapia, al rischio clinico e alla sicurezza dei pazienti, con la previsione di prevedere la specifica presenza in corsia di questo professionista, che attraverso la sua attività di consiglio agli altri operatori sanitari, medici e infermieri, e di vigilanza sulla somministrazione dei farmaci, “potrebbe significativamente contribuire alla riduzione di tali inefficienze e disservizi”.

7) Vaccinazioni in farmacia, per consentire una più estesa e agevole copertura vaccinale della popolazione, in particolare nelle aree rurali e periferiche “che sono prevalentemente sguarnite di presidi sanitari”.

8) Convenzione nazionale farmacie-Ssn, documento da adeguare per definire i criteri generali e i principi per l’erogazione dei servizi in regime di Ssn, nonché individuare specifici fondi per consentire l’avvio dei nuovi servizi e un’adeguata remunerazione per i farmacisti. “Solo in tal modo – sottolinea la Fofi – è possibile dare attuazione concreta e reale alla farmacia dei servizi”.

9) Rinnovo del Ccnl farmacie private: altra questione da risolvere senza “trascurare nessuna strada per avviare un percorso che conduca ad un accordo positivo e soddisfacente per tutti”, anche se la Fofi non manca di ricordare che “una riforma del sistema di remunerazione con il rinnovo della Convenzione farmaceutica agevolerebbe le trattative anche per il rinnovo del Ccnl dei dipendenti delle farmacie private”. Nello stesso paragrafo, la federazione professionale richiama in una sola riga anche un’altra questione importante e controversa: “Rimane anche aperta la questione riguardante le parafarmacie” è tutto quello che la Fofi dice al riguardo.

10) Trattamento economico specializzandi, che – alla luce della normativa sul settore –  deve essere equiparato a quello riconosciuto agli specializzandi medici

11) Riforma del corso di studi universitario e della disciplina dell’esame di Stato. La previsione di percorsi formativi universitari adeguati è indispensabile e cruciale nel processo di modernizzazione della professione e va anche ammodernata la disciplina dell’esame di Stato, “che dovrà avere il compito di accertare il possesso di quelle conoscenze culturali e competenze necessarie allo svolgimento della professione nel mutato contesto sociale e sanitario”.

12) Nuovi sbocchi occupazionali, connessi alla riforma del corso di studim che potrebbe aprire al farmacista la possibilità di lavorare presso i laboratori privati di analisi cliniche, di elaborare diete salutari e curarne l’attuazione,  di operare nelle case di cura private con un elevato numero di posti letto, di inserirsi nei Servizi per le tossicodipendenze: Ancora, viene auspicata l’istituzione del servizio farmaceutico negli istituti penitenziari.
Il documento della Fofi agli Stati generali dell’Economia

Print Friendly, PDF & Email
Condividi