Programma Federfarma, critica l’opposizione: “Inconsistente, così il sindacato si spacca”

Programma Federfarma, critica l’opposizione: “Inconsistente, così il sindacato si spacca”

Roma, 23 giugno – Com’era prevedibile, non ha tardato a prendere il via il tiro ad alzo zero sul programma per il prossimo triennio presentato dal riconfermato vertice di Federfarma in videoconferenza stampa venerdì scorso. Le prime ad aprire le ostilità sono le associazioni di L’Aquila, Belluno, Catanzaro e Cosenza, il nucleo d’opposizione che, anche nel triennio passato, si è maggiormente segnalato per la sua attività di critica costante alle politiche portate avanti dai vertici nazionali del sindacato dei titolari.

Le quattro associazioni, con i loro presidenti Alfredo Orlandi, Roberto Grubissa, Vincenzo De Filippo e Alfonso Misasi (nella foto), passano in rassegna l’agenda dei lavori presentata lo scorso 19 giugno alla stampa di settore, esprimendo giudizi trancianti, non senza aver prima ricordato “l’anomalia di una elezione frettolosa, in videoconferenza, con molte preannunciate astensioni dal voto, tantissime schede bianche nonostante si votasse un’unica lista e, soprattutto, al ‘buio’, cioè senza la presentazione di alcun programma”.

Impietoso il giudizio generale, che definisce la presentazione del programma non solo colpevolmente tardiva, ma anche “inconsistente e piena di promesse già fatte tre anni fa,  non realizzate e disattese”. Ma anche dalla disamina dei singoli punti emerge un inequivocabile pollice verso. Sull’obiettivo di un maggiore inserimento nei programmi di prevenzione e nel supporto delle farmacie al Ssn, ad esempio, le quattro associazioni sottolineano come, “prima di cooperare con ‘i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta’ per creare ‘il presidio territoriale dell’assistenza sanitaria’, bisognerebbe chiarirsi tra di noi”. A significare, ovviamente, che sul punto le idee sul da farsi, all’interno della categoria, sono molte, non tutte chiare e anche abbastanza diverse. Sintetizzarle in slogan, dunque   – ha affermato Alfonso Misasi  rispondendo alla richiesta di chiarimenti del  nostro giornale – “potrà anche funzionare in un comunicato stampa, ma dubito fortemente che possa portare a qualche risultato nella realtà”.

Indice puntato anche sulla “somministrazione di vaccini in cui la farmacia sia anche il punto di consegna dei vaccini ai medici di medicina generale” indicata nel programma 2020-23 di Federfarma, rispetto alla quale le quattro associazioni se per essa si intenda la vendita e/o la consegna in Dpc ai medici o ci si riferisca invece a “vaccinare le persone in farmacia come ormai avviene in tutta Europa e nel mondo”. Poco chiare anche le indicazioni relative alla collaborazione “a somministrare test di massa per la rivelazione di specifiche patologie”, collaborare alla gestione dei malati Covid” e per l’“impatto Covid sul mercato”. “A qualcuno potranno anche sembrare titoli ad effetto” commenta al riguardo Misasi “ma io sa sempre diffido dei titoli, spesso gonfiati o fuorvianti, e preferisco leggermi gli articoli. Solo che qui di articoli da leggere, purtroppo, non ce ne sono. E di quelle che siano le reali intenzioni del sindacato, dunque, continuiamo in realtà  a non saperne nulla”.

Un cenno viene riservato anche  “al tormentone della lotta al capitale in farmacia” e “alla soluzione dell’annoso problema parafarmacie”, osservando  – a  proposito di quest’ultimo – che non si fa nemmeno un riferimento “alla necessità di eliminare l’obbligo del farmacista in parafarmacia: se non dovesse bastare ‘l’abbandono della moglie di Cesare’” si propone un bel “concorsone riservato” (forse per aumentare i conflitti di interesse…)”.

Glissando sui buoni propositi tesi a “valorizzare il ruolo delle società partecipate e controllate”, i quattro presidenti di L’Aquila, Belluno, Catanzaro e Cosenza spingono sul registro sarcastico per parlare dell’unica “buona notizia” contenuta nel programma del sindacato, ovvero il  rinnovo del contratto dei collaboratori di farmacia, che si legge nel programma del sindacato nazionale – “rientra tra le priorità di Federfarma, ma necessariamente dovrà seguire il rinnovo della Convenzione e l’accordo sulla nuova Remunerazione”. Affermazione chiosata  con una replica che suona inevitabilmente irridente: “Visti i precedenti possiamo stare tranquilli almeno per il prossimo triennio”.

La nota delle quattro associazioni si chiude con veloci considerazioni che suonano piuttosto minacciose per la tenuta dell’unità del sindacato: “A nostro giudizio, l’unico modo per evitare che Federfarma imploda consiste nel ridare rappresentanza e dignità a tutte le Regioni riportando, con qualunque sistema, le decisioni ad un tavolo a 21 rappresentanti regionali e non più a 10” scrivono infatti Orlandi, Misasi, De Filippo e Grubissa. “Solo così si potrà riavere un confronto vero, un reale contributo di idee. Solo così si potrà riportare sotto ad 1 il rapporto costi/benefici dell’iscrizione a Federfarma ed evitare spaccature”.

Ma, al riguardo, i quattro firmatari della nota non sembrano davvero ottimisti e, parafrasando l’assessore alla Salute lombardo Giulio Gallera, affermano che “F con s (indice della capacità di spaccare Federfarma) di Cossolo e Tobia ha ormai superato lo 0,50 e, quindi, insieme ce la possono fare”.

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