Cavone (Iqvia): “Farmacia, perdite del 5-6% nei primi cinque mesi 2020”

Cavone (Iqvia): “Farmacia, perdite del 5-6% nei primi cinque mesi 2020”

Roma, 25 giugno – Far fuori i luoghi comuni? Un’impresa ai limiti del possibile: il loro “R con zero”, ovvero il numero di riproduzione di base o fattore di contagiosità che dir si voglia, che abbiamo imparato a conoscere durante l’emergenza Covid, è decisamente superiore a 1. Comprensibile, dunque, che – anche se fondati su falsi presupposti – i luoghi comuni si propaghino allegramente, come è accaduto a  quello – di conio recente – che vuole che le farmacie,  esercizi tra i pochissimi a restare aperti durante il lockdown, hanno guadagnato tantissimo.

Convinzione che ha fatto presto a diffondersi e radicarsi, travolgendo come un’onda di piena la effettiva verità dei fatti e le stesse comprensibili  geremiadi dei diretti interessati (i farmacisti) che, tirati i conti, lamentano al contrario bilanci da vacche magre. Meritevole, dunque, il tentativo condotto dal magazine di settore iFarma di provare a stabilire, sulla base di dati ed evidenze, se e quanto il luogo comune sui grassi guadagni delle farmacie durante Covid sia fondato.

Una verifica effettuata rivolgendosi a chi il mercato della farmacia lo indaga e lo monitora quotidianamente per mestiere e, dunque, ha avuto modo di misurare come siano davvero andate le cose per le farmacie di comunità nei primi cinque mesi del 2020: Laura Benfenati, direttore responsabile della testata professionale, ha infatti intervistato Francesco Cavone (nella foto), Director Pharmacy e CH Offering di Iqvia. Sei domande secche e altrettante precise risposte che, ancorché sintetiche, restituiscono lo spaccato di una realtà che ha visto – è vero – le farmacie lavorare molto e anche moltissimo, ma che per contro hanno sofferto un calo del mercato del farmaco etico, che  scende a volumi e a valori, così come il fatturato delle farmacie.

L’intervista è stata pubblicata sulla nuova “costola” di iFarma, il settimanale iFarma Digital, del quale è stato rilasciato ieri  il primo numero (disponibile qui), ricco di contenuti di grande attualità e sicuro interesse.  Per gentile concessione dell’editore,  riportiamo l’intervista qui di seguito.

 

  • Come è andato il mercato della farmacia nei mesi di lockdown e in maggio?

Il farmaco etico ha subito importanti riduzioni in tutto il 2020 (-5 per cento a valori e -6 per cento a volumi nelle prime 24 settimane), a esclusione di un picco nella settimana più critica del lockdown. Il comparto commerciale ha registrato buone performance in marzo, ma poi ritorna ai valori dello scorso anno, per poi a maggio decrescere. Il fatturato delle farmacie complessivamente è sceso del 5 per cento nei primi cinque mesi dell’anno.

  • Quali sono stati i comparti che hanno sofferto meno?

Nel comparto commerciale ottime le crescite per il mercato degli integratori e dell’automedicazione mentre il personal care è in costante perdita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. All’interno del commerciale, oltre ai prodotti del comparto parafarmaco relativi a igiene mani, mascherine e termometri, spiccano le importanti performance di vitamine, immunostimolanti e prodotti per il sonno.

  • Abbiamo un dato sullo scontrino medio nel lockdown e nel post lockdown?

Nei primi cinque mesi del 2020 aumenta il valore medio dello scontrino: + 16,3 per cento in marzo rispetto allo stesso mese dello scorso anno, +19,3 per cento in aprile, +7,7 per cento in maggio. Il valore medio dello scontrino è leggermente superiore nelle farmacie rurali.

  • Come è andato il mercato on line?

Tra il 2018 e il 2019 aveva registrato un + 51 per cento, tra dicembre 2019 e marzo 2020 è cresciuto del 64 per cento. Il mercato on line in farmacia rappresenta il 2,3 per cento rispetto all’off line e i prodotti maggiormente acquistati sono farmaci Otc e integratori.

  • E la Dpc rispetto alla diretta?

La Dpc continua il suo trend di crescita anche per lo switch di prodotti dal canale ospedaliero. Se da un lato la Dpc permette di riportare traffico in farmacia, dall’altro è anche vero che (almeno) in questo periodo di difficoltà, i tempi di permanenza in farmacia tendono a ridursi drasticamente a discapito degli acquisti d’impulso.

  • È ancora in crescita il numero delle farmacie come lo scorso anno o si è stabilizzato? Quali sono quelle che hanno sofferto di più?

Nel primo trimestre le farmacie hanno reagito positivamente alla crisi legata alla pandemia, ma nel totale dei 5 mesi le perdite diventano significative. A risentire maggiormente della crisi sono le farmacie più grandi e concentrate nelle aree urbane dove i flussi di traffico si sono modificati, anche e soprattutto a causa della chiusura forzata di molti uffici dovuta al lockdown. Per quel che riguarda le farmacie nuove aperte dall’inizio dell’anno sono state di 45: registriamo una sostanziale riduzione nel trend di aperture che fino allo scorso anno era di circa 1 farmacia al giorno.

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