Consiglio nazionale Fofi, il ministro: “Farmacia, potenziare i servizi e nuova remunerazione”

Consiglio nazionale Fofi, il ministro: “Farmacia, potenziare i servizi e nuova remunerazione”

Roma, 1 luglio – Un riconoscimento pieno del ruolo indispensabile dei farmacisti e delle farmacie nello scenario sanitario del Paese, reso ancora più evidente dall’emergenza Covid, e l’impegno a una ulteriore valorizzazione, in particolare rafforzando il progetto della “farmacia dei servizi”.

Questo, in sintesi, il ideomessaggio che ilministro della Salute, Roberto Speranza (nella foto) ha voluto far pervenire al Consiglio nazionale della Fofi per ringraziare la professione per il contributo decisivo fornito alla comunità nazionale, mantenendo aperte le farmacie durante tutto il periodo del lockdown e rispondendo con coraggio e dedizione ai bisogni di cittadini comprensibilmente spaventati.

Speranza ha voluto esprimere anche alcuni indirizzi politici sulla “sanità post-Covid”,  una “dura lezione che ci è entrata in casa” e che non deve essere sprecata. Due, secondo il ministro, le cose fondamentali da fare: “La prima è chiudere definitivamente la stagione dei tagli che per un tempo troppo lungo ha visto ridurre le risorse per il servizio sanitario, dobbiamo ricominciare come già iniziato a fare la manovra di bilancio con cui in 5 mesi abbiamo messo più risorse che negli ultimi 5 anni. È la strada giusta e dobbiamo ancora insistere”.

Ma l’adeguamento delle risorse, da solo, non basta: c’è anche bisogno di riforme. “Tra queste ce n’è una che riguarda voi farmacisti e la vostra funzione” ha detto il ministro. “Bisogna ricominciare a mettere al centro il territorio. L’emergenza coronavirus ci ha messo di fronte alla necessità di un nuovo investimento sul territorio. Noi abbiamo già iniziato a farlo con l’ultima legge di bilancio ma dobbiamo insistere. Sul territorio bisogna valorizzare chi c’è davvero e i luoghi in cui operano i farmacisti sono spazi fisici che entrano fino in fondo nel nostro Paese. Non c’è piccolo comune e via di una città in cui non ci sia un presidio legato alla professione del farmacista”.

“Dobbiamo investire con coraggio e la ‘farmacia dei servizi’ è un’idea che mi convince molto, un progetto che dovremmo ancora rafforzare come abbiamo iniziato a fare ma insistendo con ancora più forza” ha detto ancora Speranza. “Se c’è un presidio in cui ci sono competenza e conoscenza va usato il più possibile nel tempo dell’esplosione delle cronicità e dell’invecchiamento della popolazione. Abbiamo bisogno di prossimità e vicinanza e qui c’è un ruolo che i farmacisti possono svolgere e dobbiamo lavorare insieme per affrontare questo tema come molti altri”.  Quindi l’affermazione  più significativa, in termini di assunzione di un impegno concreto nei confonti delle farmacie di comunità, con la sottolineatura sulla “necessità di riattivare, e lo stiamo facendo, il tavolo per la nuova remunerazione, un grande tema all’ordine del giorno per procedere in modo convinto fin dalle prossime settimane”.

“Esprimo gratitudine da parte mia e del governo avete contributi a portare fuori il Paese da un incubo” ha concluso Speranza. “Ora si apre una nuova stagione e dovremo continuare a tessere la relazione positiva che ci metterà insieme, nelle condizioni di creare una sanità del futuro”.

La massima assise della Federazione professionale è stata come di conuseto l’ocasione per un’ampia disamina della situazione della professione farmacutica, delle sue criticità e necessità dopo il ciclone Covid, oggetto della relazione presentata dal presidente Andrea Mandelli (approvata dal Consiglio nazionale all’unanimità) che ha avanzato una serie di proposte per la farmacia e il servizio farmaceutico,  inserendole nella cornice dell’urgenza già individuata e indicata dal ministro della Salute: potenziare la sanità del territorio, in primo luogo potenziando e accelerando il processo di digitalizzazione della sanità ma anche restituendo ai professionisti sanitari della prossimità (medici e farmacisti) la loro centralità e le risorse necessarie per operare in rima linea, a partire dalla possibilità di prescrivere e dispensare i farmaci di nuova generazione.

Molti i temi passati in rassegna da Mandelli:  dalla dematerializzazione delle ricette alla distribuzione diretta, dal riequilibrio dei tetti di spesa farmaceutica alla consegna dei farmaci a domicilio, dalla farmacia dei servizi alle  vaccinazioni (in particolare quella antiflu) in farmacia, dal rinnovo dei contratti dei farmaciti collaboratori alla necessità di trovare  soluzioni al nodo parafarmacie, fino all’annuncio della costituzione di un fondo destinato al sostegno dei colleghi in difficoltà, attraverso l’erogazione di bonus specifici e della erogazione di   “misure di supporto per i familiari dei colleghi caduti” durante l’emergenza Covid. I bonus di sostegno saranno di tre tipi: il primo destinato ai farmacisti che, per continuare a garantire il loro servizio in periodo di chiusura delle scuole, hanno dovuto ricorrere alle baby-sitter; il secondo ai colleghi disoccupati e il terzo alle farmacie che hanno subito cali di fatturato pari o superiori al 30%.

Il Consiglio nazionale, in chiusura dei lavori, ha approvato una mozione che impegna il Comitato centrale, organo esecutivo della federazione, a porre in essere ogni possibile iniziativa  che possa essere utile a a raggiungere gli obiettivi fondamentali di evoluzione della professione individuati dalla Fofi e illustrati dalla relazione del presidente, per  perseguire il progetto di una riforma della professione.

 

La relazione del presidente mandelli al Consiglio nazionale Fofi

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