Medicina del territorio, webinar con medici, cittadini e industrie. Ma senza farmacisti e Ip

Medicina del territorio, webinar con medici, cittadini e industrie. Ma senza farmacisti e Ip

Roma, 1 luglio – Rafforzare la medicina del territorio: questo il mantra che ha accompagnato l’intera emergenza epidemica prodotta da Covid-19 e che ancora oggi anima discussioni e polemiche sul “cosa fare” per impedire che analoghe emergenze (sono ammessi tutti gli scongiuri del caso…)  trovino il sistema sanitario del Paese impreparato. E proprio alla ripartenza della medicina territoriale dopo l’emergenza Covid-19 è dedicato il webinar che Assogenerici, Fimmg, Simg e Cittadinanzattiva hanno organizzato in collaborazione con Sanità24 de Il Sole 24 ore per lunedì 6 luglio (dalle 11 alle 12.30).

L’iniziativa, come esplicita la locandina di annuncio, vuole ragionare su “gli obiettivi condivisi da medici, aziende di equivalenti e biosimilari e cittadini per la riorganizzazione dei servizi, la continuità terapeutica e il trattamento delle cronicità”.  

Il confronto, che sarà moderato da Barbara Gobbi, giornalista de Il Sole 24 Ore, vedrà la partecipazione di Claudio Cricelli, presidente della Simg, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva (nella foto), Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici, Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg.  Ai lavori è invitato anche il ministro della Salute Roberto Speranza.

Spicca nell’occasione, tra tante voci di protagonisti tutti certamente importanti e titolati a parlare di un tema centrale per la sanità del Paese, l’assenza di altri che – visto il tema – avrebbero probabilmente dovuto esserci, e non c’è davvero bisogno di esplicitare di chi si tratti. Forse gli organizzatori hanno ritenuto che, almeno nella circostanza, la presenza della voce di professionisti che sul territorio sono incardinati da sempre e che con i loro esercizi aperti giorno e notte, ogni giorno dell’anno, rappresentano un riferimento essenziale per tutti i cittadini nel vivo di ogni comunità grande e piccola del Paese, non fosse opportuna, o strettamente necessaria. Sarebbe interessante saperlo e chissà, durante il webinar, magari qualcuno spiegherà le ragioni di un mancato coinvolgimento francamente poco comprensibile (come peraltro quello degli infermieri), a meno di non pensare che – con buona pace di tutti i discorsi sull’integrazione interprofessionale di tutti i soggetti che operano nell’assistenza di prossimità – ci sia ancora chi pensa che sia divertente e utile provare a piantare bandierine per marcare il territorio. Ignorando (o facendo finta di ignorare, che è anche peggio) che nel territorio della sanità pubblica, come dimostra la storia (non ultima quella tragica degli ultimi tre mesi), la ricerca delle primazie non solo non serve,  ma è con assoluta certezza un ostacolo per la costruzione di un sistema sanitario migliore e davvero orientato sui bisogni del cittadino.

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