Muschietti: “Chiedere senza paura una convenzione che permetta alle farmacie di vivere di farmaco”

Muschietti: “Chiedere senza paura una convenzione che permetta alle farmacie di vivere di farmaco”

Roma, 1 luglio – Ricreare le condizioni che consentano alle farmacie di poter vivere grazie soprattutto al servizio di dispensazione del farmaco, soprattutto in quelle situazioni e condizioni, purtroppo molto diffuse in tutto il Paese, dove per ragioni economiche, sociali e demografiche  il fatturato commerciale non è in grado di sostenere l’indispensabile attività di questi presidi di salute, il cui ruolo irrinunciabile è stato ribadito oltre ogni possibile dubbio dalla recente emergenza epidemica.

Questo, per FarmacieUnite,  il traguardo comune al quale tutte le farmacie d’Italia debbono guardare in questa particolare, delicata fase della vita del Paese, puntando a una nuova convenzione con il Ssn “che tenga conto prima di tutto del ruolo che le farmacie hanno dimostrato di avere sul territorio, ma anche delle modifiche avvenute negli ultimi anni, in particolare nel 2012 con il decreto Monti che ha portato all’apertura di nuove farmacie e nel 2017 con l’apertura al capitale, per poi discutere di remunerazione e del ritorno della distribuzione attraverso la farmacia di tutti i farmaci”.

A precisarlo, in un comunicato stampa, è lo stesso presidente del sindacato Franco Gariboldi Muschietti (nella foto), che ha ritenuto di esplicitare anche quella che è la natura e l’identità delle farmacie, presidi ai quali l’ordinamento legislativo assegna una funzione di servizio pubblico e sociale, richiedendo la loro partecipazione e collaborazione ai programmi di medicina preventiva, di informazione e di educazione sanitaria.

L’obiettivo di un nuovo accordo con il Ssn, secondo Muschietti, “deve essere tradotto il progetti e modelli operativi reali che confermino e potenzino il ruolo della farmacia, garantendone la piena sostenibilità economica, che non dobbiamo vergognarci di chiedere con forza, pena la deriva commerciale del sistema”. Le farmacie, esplicita con parole più dirette il presidente del sindacato, “devono poter vivere di dispensazione del farmaco, soprattutto in territori sfavorevoli allo sviluppo del fatturato commerciale e in contrapposizione alle farmacie delle catene. Questo è uno dei compiti che deve svolgere la nuova convenzione: garantire su tutto il territorio la possibilità di sviluppare la professionalità dei farmacisti e i servizi per il cittadino”.
Tutto questo, prosegue Muschietti,  si collega direttamente alla necessità di introdurre in Italia nuove modalità di remunerazione del servizio farmaceutico reso dalle farmacie di comunità:
“La giusta remunerazione deve servire a dare autonomia alle farmacie e un adeguato servizio al cittadino” precisa il presidente di FarmacieUnite“ed è connessa sia con il ritorno di tutti i farmaci in farmacia, ad eccezione dei farmaci che devono essere erogati sotto il controllo delle farmacie ospedaliere, sia alla farmacia dei servizi che era stata pensata come una evoluzione dell’attività professionale dei farmacisti e per erogare servizi legati alla salute dei cittadini non solo in regime privato ma anche per conto e a carico del Ssn facendo diventare la farmacia un vero presidio sanitario sul territorio, ma in realtà mai decollata”.

Sempre a proposito di nuova remunerazione, Muschietti osserva che proposte di remunerazione mista già attuate in altri Paesi europei non hanno dato i risultati attesi, conclude la nota, e il rischio è di continuare a perdere il poco margine che ogni ricetta lascia in farmacia: “FarmacieUnite è disponibile a sedersi ad un tavolo con gli attori del sistema sanitario per condividere idee e progetti, per posizionare la tessera farmacia nel bel mezzo del puzzle sistema sanitario, a pieno titolo e forte delle sue potenzialità che non possono essere relegate ad attività marginali e inconsistenti di una farmacia ‘di servizio’ più che dei servizi”  afferma Muschietti, ribadendo in conclusione quello che deve essere l’obiettivo comune: ribadire il principio sociale e funzionale che ha la farmacia nel tessuto del Ssn, riportare tutti i farmaci in farmacia, salvaguardare la remunerazione e fornire un servizio adeguato a tutti i cittadini.

Sempre che –  chiosa il presidente del sindacato, con tanto di puntini di sospensione finali che cin ogni probabilità sono l’espressione di qualche dubbio al riguardo, “tutte le organizzazioni sindacali mirino a conseguire questi obiettivi…”

 

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