Decreto rilancio, il testo (con i farmaci della diretta in dpc) all’esame dell’Aula

Decreto rilancio, il testo (con i farmaci della diretta in dpc) all’esame dell’Aula

Roma, 7 luglio – Il Decreto Rilancio, approvato il 13 maggio dal Consiglio dei ministri, è ormai giunto (non senza difficoltà) al primo giro di boa a Montecitorio, da dove poi (con tempi contingentatissimi) sbarcare in Senato, probabilmente già domani, 8 luglio, per il via libera finale del Senato entro il termine imperativo del 18 luglio.

Il testo approdato in Aula è il frutto dell’intenso e non facile lavoro condotto in Commissione Bilancio, dove gli interventi correttivi sono stati molti, anche in ambito sanitario. Tra questi, non mancano quelli – importanti – specificamente riferiti alla filiera del farmaco. Qui di seguito, riepiloghiamo i più rilevanti, a partire da quello del quale – nella filiera del farmaco – si è più parlato nei giorni scorsi, ovvero l’introduzione della possibilità per le Regioni di distribuire tramite le farmacie e con il meccanismo della “distribuzione per conto” i farmaci previsti dalle lettere b) e c) dell’art. 8 della legge 405/2001 che normalmente vengono distribuiti direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale e agli assistiti affetti da Covid-19 in trattamento domiciliare.

La misura, accolta con molto favore dalle farmacie, è contenuta nell’art. 8 del provvedimento, che contiene peraltro anche altre disposizioni di interesse diretto, come la proroga della validità delle ricette limitative dei farmaci classificati in fascia A:  limitatamente al periodo emergenziale, il periodo di validità della prescrizione medica dei medicinali classificati in questa fascia viene esteso di ulteriori 30 giorni. Per i pazienti già in trattamento con i medicina con ricetta scaduta e non utilizzata, la validità è prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza. Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello specialista dei medicinali, a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la validità della ricetta è estesa per una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di sei pezzi per ricetta, necessari a coprire l’intervallo temporale di 60 giorni e tenuto conto del fabbisogno individuale, fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui quelle per le patologie croniche e per le malattie rare.

Nei casi in cui il paziente presenti un peggioramento della patologia di base o un’intolleranza, o nel caso in cui il trattamento preveda il monitoraggio di parametri che ne comporti la sospensione o l’aggiustamento della posologia, l’estensione di validità non potrà però essere automatica, ma dovrà essere contattato il centro o lo specialista di riferimento con modalità che saranno definite dalle singole Regioni.
Lo stesso articolo 8 prevede che per i farmaci erogati in regime di distribuzione diretta dalle strutture pubbliche, l’Aifa individuerà con propria determinazione l’elenco dei medicinali, compresi quelli sottoposti a registro di monitoraggio, per cui ritenga che le funzioni di appropriatezza e controllo dei profili di sicurezza possano essere svolte attraverso piani terapeutici.

Per quanto riguarda questi ultimi, il successivo art. 9 – considerate le maggiori difficoltà di rinnovo connesse alla fase di emergenza in atto – proroga i diversi piani terapeutici per persone con disabilità, che includono la fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio.

Non sono in ogni caso le sole misure che impattano su farmacia e professione farmaceutica contenute nel testo giunto in Aula: un’altra di cui molto si è discusso (per l’infelice e discrimintaoria formulazione originaria) è ad esempio quella contenuta nell’art. 5 bis del provvedimento, che finalmente charisce che il bonus grazie al quale si intendono già maturati di un terzo i crediti Ecm del triennio 2020-2022 è esteso a tutti i professionisti sanitari.

Altra misura da segnalare, quella prevista da un articolo aggiuntivo, il 3 bis, che  modifica l’art. 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in materia di assunzione di medici e medici veterinari, estendendo a odontoiatri, biologi, chimici, farmacisti, fisici e psicologi specializzandi la possibilità di essere ammessi alla procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza del ruolo sanitario nella specifica disciplina bandita e collocati in graduatoria separata.

 

Ddl di conversione del Decreto rilancio – Il testo

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