Covid in Italia, il monitoraggio Gimbe: “Trend stabile, ma nessuna Regione a contagi zero”

Covid in Italia, il monitoraggio Gimbe: “Trend stabile, ma nessuna Regione a contagi zero”

Roma, 10 luglio – Covid, calano i ricoveri, ma non il trend dell’epidemia: la Lombardia continua a registrare oltre la metà dei nuovi positivi in tutta Italia e ha la percentuale più alta di tamponi effettuati. Ma la la mancanza di dati completi provenienti dalle Regioni non consente di stabilire se i nuovi contagi siano imputabili a nuovi focolai o alla diffusa circolazione del virus.

Questa l’instantanea che emerge dal consueto monitoraggio settimanale della pandemia di Covid-19 in Italia effettuato, con un’analisi indipendente dei dati, dalla Fondazione Gimbe.

“Anche nella settimana dal 1 al 7 luglio” spiega il presidente Nino Cartabellotta (nella foto) “il nostro monitoraggio indipendente conferma la costante riduzione del carico su ospedali e terapie intensive, con una sostanziale stabilità nell’incremento dei casi totali (1.378, +0,6%) e dei decessi (132, +0,4%)”.

Il monitoraggio, questa volta, è stato effettuato sull’arco di due settimane, dal 25 giugno al 7 luglio, periodo nel corso del quale si sono registrati in totale 2.546 nuovi casi: il 51,8% in Lombardia (1.319), seguita da Emilia-Romagna (402), Lazio (171), Piemonte (158) e Campania (102). Tutte le altre Regioni si attestano sotto i 100 nuovi casi con un range che va dagli 88 del Veneto ad un unico nuovo caso in Molise. “Nelle ultime due settimane nessuna Regione a contagi zero” sintetizza il report di Gimbe. La percentuale di tamponi diagnostici positivi (esclusi dunque quelli eseguiti per confermare la guarigione virologica o per necessità di ripetere il test, è superiore alla media nazionale (0,89%) solo in Lombardia (2,16%) e in Emilia-Romagna (1,25%). Nelle altre Regioni il range varia dallo 0,87% di Liguria e Piemonte allo 0,04% della Puglia..

Sempre per quanto riguarda i tamponi, a spiccare per il numero di tamponi diagnostici effettuati per Covid-19 nelle due settimane sotto osservazione è la la Provincia autonoma di Trento, con 986 ogni 100 mila abitanti, seguita a distanza da Emilia-Romagna (724), Molise (715), Provincia autonoma di Bolzano (665),  Lombardia (608), Umbria (586), Veneto (572), Friuli-Venezia Giulia (519) e Sardegna (480). Le restanti 12 regioni si collocano in un range che varia dai 475 tamponi per 100.000 abitanti della Basilicata ai 246 della Campania.
“In questa fase di convivenza con il virus” spiega Cartabellotta “è indispensabile da un lato non abbassare la guardia mantenendo comportamenti individuali responsabili, applicando rigorosamente le norme igieniche e le misure di distanziamento sociale, indossando le mascherine in luoghi chiusi o ove non è possibile rispettare le distanze ed evitando rigorosamente ogni forma di assembramento. Dall’altro le Regioni devono continuare a garantire una stretta sorveglianza epidemiologica finalizzata sia ad identificare tempestivamente i focolai, circoscrivendoli, sia ad una continua attività di testing per le categorie a rischio”.

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