Allarme endocrinologi: “Integratori, boom tra i giovani, possono contenere doping”

Allarme endocrinologi: “Integratori, boom tra i giovani, possono contenere doping”

Roma, 14 luglio – Da creatina e arginina, sostanze lecite, fino a steroidi anabolizzanti, diuretici e addirittura anfetamine. È quello che si può trovare negli integratori, che in estate registrano il picco di vendite, con pericolosi ‘fai da te’.

A lanciare l’allarme, secondo quanto riferisce un lancio di Adn Kronos,  è l’Associazione medici endocrinologi (Ame) che invita i più giovani “a non lasciarsi abbagliare da facili scorciatoie che solo in maniera illusoria possono migliorare il proprio benessere e le proprie performances”. Secondo gli esperti i rischi per la salute sono diversi e anche gravi,  “dall’insufficienza renale all’ipotensione, alla sincope, alla disidratazione”.

“L’utilizzo di sostanze per migliorare l’immagine corporea e le performance fisiche” afferma Francesca Delle Cese dell’Uo Endocrinologia della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma,  socia dell’Ame “risale alle prime edizioni dei Giochi Olimpici. Questa pratica non si è, purtroppo, persa nel tempo ma dilaga tra i nostri giovani e meno giovani atleti, ma anche e soprattutto tra gli sportivi amatoriali o, più semplicemente, tra chi vuole ritrovare un sé completamente diverso nell’immagine che lo specchio riflette, utilizzando scorciatoie”.

Se della lotta al doping degli sportivi agonistici si occupano associazioni preposte a questo compito, il consumo esasperato di farmaci e integratori nello sport amatoriale e nelle palestre è, comprensibilmente, difficilmente monitorabile e questo lo rende eccezionalmente pericoloso. “Per dare un’idea della dimensione del fenomeno nel corso del 2018 il Comitato tecnico sanitario”  spiega Delle Cese “ha programmato controlli antidoping su 141 manifestazioni sportive amatoriali. Dai risultati delle analisi condotte dal laboratorio antidoping è emerso che, la percentuale più elevata di principi attivi rilevati ai controlli antidoping è appartenuta a cannabinoidi nel 33,3%, agenti anabolizzanti nel 26,7% e stimolanti nel 25% dei casi“.

Durante il 18° congresso della Società italiana di tossicologia sono “stati portati alla luce dati allarmanti: le sostanze potenzialmente pericolose più assunte nelle palestre sono anabolizzanti nel 27% dei casi e stimolanti (cocaina, ecstasy, anfetamina, efedrina) nel 49% ”  ricorda ancora l’esperta. “Tuttavia è stato riscontrato anche un abuso di integratori a base di proteine e amminoacidi nel 36% e sostanze con proprietà dimagranti nell’11%. Il 36% delle volte vengono acquistati su internet e il 10% viene smerciato sottobanco in palestra”.

L’nvito è alla cautela nell’uso, soprattutto in estate, quando il consumo degli integratori aumenta e cresce il rischio che questi prodotti –  seppur non contenenti direttamente sostanze dopanti –  vengano assunti con un eccesso di disinvoltura. “Va ricordato, infatti, che tutte le sostanze sono potenzialmente tossiche in dipendenza della dose del principio attivo e/o dal suo prodotto di trasformazione” spiega al riguardo Delle Cese. “Le forme più usate di integratori sono polvere e barrette proteiche (66%), seguite da sport drink isotonici (49%), creatina (38%), bevande per recupero post-attività (35%), multivitaminici (31%) e vitamina C (25%)”.

Oltre alla mancanza di dati scientifici che ne dimostrino una reale efficacia in termini di miglioramento delle performance, la problematica principale legata aal consumo di questi prodotti non risulta unicamente dalle sostanze dichiarate in etichetta e nel loro potenziale sovradosaggio, ma da possibili contaminazioni. “Numerosi studi hanno dimostrato la presenza di altre sostanze, non previste nella composizione del prodotto, come anabolizzanti ed efedrina, entrambe incluse nella lista delle sostanze che si configurano come doping” conferma l’endocrinologa del Policlinico Gemelli. “Le cause di contaminazioni sono di due tipi principali: cross-contaminazione (adulterazione non intenzionale durante il processo di produzione del prodotto) e contaminazione intenzionale”.

“L’invito ai giovani è  di fare attenzione e i leggere attentamente le etichette dei prodotti che comprano, specialmente sul web” conclude Delle Cese “e di non utilizzare mai il fai da te assumendo gli integratori solo se consigliati dal medico curante”.

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