Change.org, petizione per blindare proprietà delle farmacie contro gruppi sanità privata

Change.org, petizione per blindare proprietà delle farmacie contro gruppi sanità privata

Roma, 14 luglio – La petizione è stata lanciata sulla piattaforma change org  da un gruppo  che si firma Uniti per la Salute e i primi destinatari sono il capo del Governo Giuseppe Conte  e il ministro della Salute Roberto Speranza. Chiaro, fin dal titolo, l’obiettivo: Emergenza Salute: o fai il medico o fai il farmacista. Stop conflitto d’interesse!

Sottoscritta al momento da 1850 cittadini circa, la petizione vuole mettere ordine e chiarezza laddove al momento, almeno a giudizio dei suoi promotori,  di ordine e chiarezza non ve n’è abbastanza: la proprietà delle farmacie, che in forza delle “aperture” introdotte dalla Legge sulla concorrenza (n. 124/17) lascia ampie zone grigie che rendono possibile anche ai medici di possedere (sia pure in forma “dissimulata”) esercizi farmaceutici.  Un’eventualità vietata dalle leggi,  stante l’assoluta incompatibilità tra l’esercizio delle due professioni, ma che le attuali norme ritenute non sufficientemente rigorose, chiare e precise rendono possibile.

“Quando vado dal medico voglio essere sicuro che non mi prescriva medicine solo perché possiede una farmacia e vuole vendermele. Stop al conflitto di interesse: O MEDICO O FARMACISTA!” scrivono i promotori della petizione, aggiungendo – a scanso di equivoci –  che “se fai attività medica oppure se possiedi cliniche private non puoi possedere anche una farmacia. Stop al conflitto di interesse sulla pelle dei cittadini”. Eloquente l’hashtag lanciato al riguardo: #OfarmacistaOmedico

La legge per impedire pericolose commistioni tra le due attività professionali, in effetti, già esisterebbe, affermano i firmatari della petizione, “ma è poco chiara e per questo i potentati della sanità privata la eludono costituendo società che sono scatole cinesi: una società gestisce l’attività medica e l’altra compra farmacie, ma tutte e due hanno lo stesso padrone. Potrebbe avvenire così che chi fa attività medica sia incentivato a prescrivere farmaci che poi venderà presso la farmacia di sua proprietà”.

Un’eventualità inaccettabile, perché, scrivono ancora i promotori dell’iniziativa “il conflitto di interesse nella cura dei cittadini è un pericolo mortale”. Da qui l’appello a Conte e Speranza “a “intervenire adesso!”‘

La petizione indice anche la strada: “Va emanata subito una legge di interpretazione autentica della legge già esistente, in modo da rendere il divieto di incrocio tra l’attività medico-sanitaria ed il possesso di farmacie chiaro e netto”, si legge nella petizione, che si propone l’obiettivo di far arrivare in Parlamento un’apposita iniziativa legislativa. Questo il testo del provvedimento, concernente Divieto di possesso di farmacie da parte di soggetti che producono farmaci ovvero esercitano la professione medica,  sul quale Uniti per la Salute reclama un impegno dei legislatori: “L’art 7, comma 2 legge 8 novembre 1991, n. 362 è così autenticamente interpretato: il divieto di possedere farmacie posto in capo agli esercenti la professione medica ovvero in capo a chi è attivo nella produzione di farmaci, è da intendersi esteso anche a Società da questi controllate, direttamente ovvero indirettamente ovvero sulle quali essi esercitano un’influenza dominante. Tale divieto è da intendersi anche per gruppi societari che esercitano ovvero hanno influenza dominante su attività mediche, come ad esempio la conduzione di case di cura, ambulatori medici, centri fisioterapici, centri riabilitativi, centri di cura dell’obesità.
Tutti i soggetti che si trovino nelle situazioni di incompatibilità di cui al precedente comma dovranno rimuoverle entro sei mesi”.

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