Ritardati pagamenti, le farmacie rurali di Reggio Calabria minacciano la serrata

Ritardati pagamenti, le farmacie rurali di Reggio Calabria minacciano la serrata

Roma, 14 luglio – Le farmacie rurali della provincia di Reggio Calabria diffidano l’Asp e prefigurano una possibile serrata se continueranno i ritardi – che si protraggono da mesi – nei pagamenti dovuti per il servizio farmaceutico erogato alla cittadinanza. A darne notizia è la stampa locale,  riportando l’annuncio con il quale i responsabili locali di Federfarma e Sunifar Luciano Squillace GrecoSalvatore Messana (nella foto) hanno formalmente messo in mora  l’Azienda sanitaria provinciale, minacciando anche la risposta estrema della chiusura degli esercizi, se non si provvederà nell’immediato a corrispondere i pagamenti dovuti.  I farmacisti attendono ancora i compensi relativi alle Dcr  dei mesi da aprile in poi, nonché l’indennità di residenza dell’intero anno 2019 e del primo semestre 2020.

I ritardi nella corresponsione di quanto dovuto, spiegano i responsabili di categoria,  mettono a rischio l’approvvigionamento dei farmaci nelle località più piccole,  periferiche e meno collegate del territorio, dove le farmacie sono spesso l’unico presidio sanitario a disposizione dei residenti e assicurano un servizio che va anche oltre il loro ruolo e la loro funzione. Nella sua sortita, il sindacato dei titolari reggini evidenzia come il problema dell’ormai insostenibile ritardo nei pagamenti  più ancora che alla mancanza di risorse (comunque sempre poche) sia dovuto alla situazione di disorganizzazione e malfunzionamento dell’Asp, che – ancorchè commissariata, condizione che dovrebbe perlomeno assicurare il ripristino dei principi di legalità anche ai fini contabili ed amministrativi – riesce comunque a “violare sistematicamente i propri obblighi di legge, ritardando oltre ogni possibile previsione il pagamento delle spettanze mensili maturate dalle farmacie per le prestazioni rese in regime di convenzione nell’ambito dell’assistenza farmaceutica territoriale”.

Da qui la diffida e la minaccia di serrata, inviata non solo alla direzione dell’Asp ma anche alla Regione, alla Prefettura e al commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario Saverio Cotticelli.

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