Sediva, quadro di sintesi sugli obblighi in tema di variazioni delle società di farmacia

Sediva, quadro di sintesi sugli obblighi in tema di variazioni delle società di farmacia

Roma, 16 luglio – Rispondendo al quesito di una Asl, l’avvocato Gustavo Bacigalupo (dello studio Bacigalupo-Lucidi-Sediva) fornisce oggi sulla newsletter Piazza Pitagora una precisazione su una questione che ancora dà adito a qualche equivoco, quella delle comunicazioni in ordine alle variazioni che intervengono nella compagine sociale di società (anche di persone) proprietarie di farmacie, oggetto di una novità importante introdotta dalla legge 124/17 (Legge sulla   concorrenza). Quel provvedimento, come si ricorderà (art. 8, comma 2) introduceva l’obbligo di comunicare entro 60 giorni a quattro autorità (Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, assessore regionale alla sanità, ordine provinciale dei farmacisti e unità sanitaria locale competente per territorio) lo statuto societario e ogni successiva variazione, anche quando  non si sia tradotta in variazioni statutarie.

Ma da quando decorrono i 60 giorni entro i quali debbono essere fatte le comunicazioni obbligatorie? Per rispondere al quesito (e sgombrare per quanto possibile  il quadro da ogni altra perplessità sulla questione), Bacigalupo offre un sintetico  quadro relativo a  forma, contenuto ed efficacia delle variazioni statutarie e delle modifiche delle compagini sociali, distinguendo tra società di persone, srl e spa , che ci sembra utile riproporre per la sua perspicuità:

Società di persone – Per qualsiasi variazione statutaria, come per ogni modifica della compagine sociale, per snc e sas è sempre necessario il rogito notarile: l’una e/o l’altra, inoltre, hanno effetto dalla data di stipula dell’atto e non da quella della sua iscrizione nel Registro Imprese, che infatti ha semplicemente natura, come si suol dire, dichiarativa, talché i 60 giorni decorrono dal rogito.

Società a responsabilità limitata – Le variazioni statutarie devono essere approvate nelle srl con atto pubblico notarile, ma producono effetti soltanto dalla sua iscrizione nel Registro Imprese (che in questo caso ha quindi natura costitutiva), dalla quale conseguentemente scattano anche i 60 giorni.

Per quanto riguarda le modifiche delle compagini sociali (che da qualche tempo per le srl possono essere perfezionate anche da un commercialista, precisa Bacigalupo), la loro efficacia, con decorrenza pertanto anche dei 60 giorni, scaturisce dal deposito dell’atto nel Registro Imprese, ovvero dall’iscrizione nel libro soci (nel caso in cui la srl non si sia avvalsa dell’agevolazione introdotta nel 2009 che ne ha consentito l’eliminazione): fino al momento del deposito nel Registro Imprese o dell’iscrizione nel libro soci, quindi,  la cessione della partecipazione ha effetto solo inter partes e il cessionario sino ad allora non è socio (“ma da allora, è chiaro, decorrono i 60 giorni e perciò anche l’obbligo di comunicazione dell’intervenuta modifica della compagine sociale”, precisa l’avvocato).

Società per azioni – Per le variazioni statutarie, il notaio che ha verbalizzato – con atto pubblico – la deliberazione di modifica deve richiederne entro 30 giorni l’iscrizione nel Registro Imprese contestualmente al deposito: dalla data di iscrizione e deposito decorre l’efficacia della modifica statutaria e pertanto anche il termine di 60gg per la comunicazione a Fofi, Ordine, Regione e Asl.

Diversa è per la spa, invece, la disciplina circa le modifiche della compagine sociale e perciò, in pratica, delle cessioni azionarie: è infatti sufficiente l’atto autenticato da notaio ma anche la semplice girata del titolo (sempre autenticata da notaio o agente di cambio), e però, attenzione, qui l’efficacia nei confronti della società decorre sempre dall’iscrizione della cessione azionaria nel libro soci, da cui di conseguenza decorrono anche i 60 gg.

Questi i chiarimenti di Bacigalupo relativi a un obbligo che – come ha voluto recentemente ricordare anche il ministero della Salute rispondendo a una richiesta di chiarimento della Regione Lazio (cfr. RIFday del 21 maggio scorso)  – va rispettato senza difformità di comportamenti e che, se eluso, prevede sanzioni (sulle quali, peraltro l’avvocato romano nel suo articolo esprime qualche osservazione critica).

Il responsabile dell’Ufficio legislativo del dicastero, Luca Monteferrante, aveva nell’occasione confermato che anche dopo le modifiche introdotte dalla legge 124/17, le disposizioni della legge n.362/91 (comma 3, art. 8) vanno lette nel senso di ricomprendere qualsiasi variazione statuaria, “ivi incluse le modifiche/variazioni relative alla compagine sociale”, tra quelle da comunicare, entro sessanta giorni, “alla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, nonchè all’assessore alla sanità della comptente regione o provincia autonoma, all’ordine provinciale dei farmacisti e all’unità sanitaria locale competente per territorio”. In altre parole, per il ministero “permane l’obbligo di presa d’atto (sia quelle relative alle variazioni societarie, sia relative alla compagine sociale) da parte delle amministrazioni pubbliche”, interpretazione che – spiega l’Ufficio legislativo di Lungotevere Ripa, “appare suffragata anche da quanto si legge nel dossier di documentazione del Senato”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi