Dl Rilancio, nei comuni in stato di emergenza contributo a fondo perduto prescinde da calo fatturati

Dl Rilancio, nei comuni in stato di emergenza contributo a fondo perduto prescinde da calo fatturati

Roma, 17 luglio – Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (meglio noto con il nome Decreto Rilancio) ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto – perciò senza obbligo di restituzione – alla condizione che l’azienda abbia registrato una riduzione del fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 superiore ad un terzo.  Il contributo, ricorda lo Studio Sediva di Roma,  viene determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare degli appena citati due fatturati, come segue:

  • 20% per i soggetti con ricavi non superiori a 400mila euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019,

fermo il contributo minimo di euro 1.000 per le imprese individuali e di euro 2.000 per le società.

Ma nelle pieghe del decreto c’è una piccola specificità che (attesa anche la mole delle disposizioni contenute nel provvedimento) potrebbe essere sfuggita a qualcuno:  nell’ipotesi in cui l’attività abbia domicilio fiscale o la sede operativa in uno dei comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), dichiarati in “stato di emergenza” alla data del 31 gennaio 2020, è comunque dovuto un contributo minimo di euro 1.000 per le imprese individuali o di euro 2.000,00 per le società, indipendentemente dal confronto tra il fatturato di aprile 2020 e aprile 2019.

In altre parole, se una società titolare di farmacia è ubicata in un comune  “in stato di emergenza” (e non v’è dubbio che sia diverse le fattispecie di questo tipo)  spetteranno 2.000 euro anche se il confronto tra i due fatturati non abbia registrato una differenza negativa pari o superiore a quella prescritta.

Si tratta, per chi si trovi in queste condizioni, di una buona notizia, che però non esime dalla necessità di presentare un’istanza in via telematica entro il 13 agosto 2020. Nel sottolinearlo, lo Studio Sediva informa di poter assicurare il servizio, provvedendo per conto delle società di farmacia eventualmente interessate all’istruzione e invio dell’istanza, L’importo del contributo verrà accreditato direttamente dall’Agenzia delle Entrate (che esegue anche i controlli di effettiva spettanza) sul conto corrente bancario dell’impresa individuale o della società.

Per ulteriori chiarimenti, è possibile rivolgersi allo Studio Sediva; tel. 06/808991-fax 06/80899879, e-mail: studiobacigalupo.lucidi@sediva.it

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