Farmacieunite: “Remunerazione, convenzione e Ccnl urgenti per garantire i livelli di servizio”

Farmacieunite: “Remunerazione, convenzione e Ccnl urgenti per garantire i livelli di servizio”

Roma, 20 luglio – È il capitale, baby, e non puoi farci nulla: il recente annuncio di Boots, che per effetto delle pesanti contrazioni di fatturato subite nel Regno Unito a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 ha reso pubblica la sua intenzione di una “significativa ristrutturazione dei suoi uffici, delle farmacie e del quartier generale” che porterà al “taglio di 4 mila posti e di 48 negozi di ottica” (come riferito da un lancio dell’AGI di una decina di giorni fa),  è la plastica dimostrazione di quali siano le ferree logiche che muovono il capitale e le società quotate sul mercato: di fronte a una grave crisi che si traduce in forti perdite di fatturato, la prima contromisura è intervenire sui costi, tagliandoli. E una delle voci di costo più rilevanti è notoriamente il personale, che nelle situazioni di difficoltà è il primo a trovarsi nella scomodissima situazione degli stracci quando tira vento.

Parte da qui (e dal corollario di possibili maggiori investimenti di Boots “nell’offerta online che ha visto un aumento del 78% degli ordini durante la pandemia”) il comunicato stampa che Farmacieunite ha diffuso ieri per marcare la differenza tra le farmacie indipendenti e quelle di capitale “che seguono le ferree regole del mercato”. Differenza che risiede anche, se non soprattutto, nella considerazione molto diversa di cosa il personale (in particolare quello laureato) rappresenti per una farmacia.

“Noi riteniamo che i collaboratori siano una risorsa irrinunciabile e, quali professionisti della salute con una concessione dello stato, siamo disposti ad investire (ove possibile) per mantenere gli alti livelli di servizio forniti ai clienti e sostenere la nostra attività” scrive infatti al riguardo il direttivo del sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto). “È ovvio che anche noi siamo costretti a confrontarci con le logiche del mercato, ma cerchiamo sempre di privilegiare l’aspetto etico della nostra funzione” .

Nel suo comunicato, il sindacato dà voce alla preoccupazione che anche in Italia, dopo l’apertura della proprietà delle farmacie al capitale introdotta con la legge 124/2017, le logiche di puro mercato portino a un rischio concreto di “impoverimento sia della professione che del servizio offerto al cliente”. Rischio che,  vista la situazione non facile del momento post Covid anche nel mercato italiano, è necessario contrastare ponendosi come “obiettivi irrinunciabili il rinnovo della convenzione, della remunerazione e il rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti così da armonizzare il settore rispetto al nuovo assetto del canale farmacia a seguito delle liberalizzazioni”.

“Questi temi devono essere trattati con priorità e urgenza per dare tranquillità e visione sul futuro sia ai titolari delle farmacie che agli oltre 60.000 collaboratori” conclude il comunicato di Farmacieunite “e dare la possibilità a tutte le farmacie di mantenere l’attuale elevato gradi di servizio offerto ai cittadini 24 ore su 24, 365 giorni all’anno”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi