Scoperto meccanismo responsabile morte pazienti con Covid 19 in terapia intensiva

Scoperto meccanismo responsabile morte pazienti con Covid 19 in terapia intensiva

Roma, 1 settembre – Quando il Covid-19 provoca un doppio danno al polmone, rovinando sia gli alveoli che i capillari polmonari, la mortalità dei pazienti in terapia intensiva aumenta sensibilmente. È il meccanismo scoperto e descritto da uno studio italiano, capofila il Sant’Orsola di Bologna e pubblicato su Lancet Respiratory Medicine il 27 agosto, i cui risultati consentiranno di individuare rapidamente chi è più a rischio, così da mirare le terapie.

Due esami identificano questa condizione la cui diagnosi precoce, assieme al supporto delle massime cure disponibili in terapia intensiva, si stima possa portare a un calo della mortalità fino al 50%.

Lo studio è stato condotto su 301 pazienti di Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, Policlinico di Modena, Ospedale Maggiore, il Niguarda e l’Istituto Clinico Humanitas di Milano, l’Ospedale San Gerardo di Monza e il Policlinico Gemelli di Roma. E’ stato coordinato dal professor Marco Ranieri, direttore dell’Anestesia e Terapia intensiva Polivalente del Policlinico di S. Orsola, con il coinvolgimento del professor Franco Locatelli dell’Ospedale Bambino Gesù, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Cts.

“È da accogliere con grande soddisfazione la notizia relativa allo studio coordinato dai professori Ranieri e Locatelli e da tutte le istituzioni che hanno partecipato, che descrive il meccanismo responsabile della elevata mortalità in terapia intensiva dei pazienti con Covid 19” ha commentato subito dopo la notizia la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa (nella foto), esprimendo in una nota alla stampa l’apprezzamento del ministero per gli esiti dello studio, che rendono possibile la diagnosi precoce delle condizioni di rischio,, che assieme al supporto del massimo delle cure possibili in terapia intensiva, può portare un calo della mortalità fino al 50%.

“Si tratta di risultati che andranno certamente a ripercuotersi in maniera positiva nel campo delle cure attualmente disponibili sia in quello dei prossimi studi che saranno realizzati su nuovi interventi terapeutici per i pazienti affetti da coronavirus” afferma ancora Zampa. “Studi come questo rappresentano una ragione di orgoglio della sanità italiana. Per questa ragione esprimo convintamente il mio personale apprezzamento e quello del ministero a quanti ci hanno fatto fare un passo in avanti nella gestione della gravissima patologia virale”.

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