Schito (Assofarm:; “Vaccini, basta con le difese di potere che limitano il potenziale di altre professioni”

Schito (Assofarm:; “Vaccini, basta con le difese di potere che limitano il potenziale di altre professioni”

Roma, 7 settembre – “È da anni che si dibatte sull’opportunità di coinvolgere i farmacisti nella somministrazione del vaccino antinfluenzale, senza mai superare l’opposizione degli ambienti medici” anche in Italia, come peraltro avviene in un numero crescente di Paesi, come rilevato di recente da una survey della Fip. A ricordarlo, in un editoriale a sua firma sull’ultimo numero del notiziario Assofarm, è il segretario generale della Federazione delle farmacie pubbliche, Francesco Schito (nella foto), che accompagna la constatazione con una secca considerazione: “La programmazione sanitaria di un paese socialmente ed economicamente tra i più avanzati al mondo non può essere incagliata da pregiudizi ideologici e da piccole difese di potere che limitano il potenziale sanitario di alcune professioni a vantaggio di altre”.

“La pratica ormai consolidata di molti Paesi dimostra come il farmacista possa somministrare vaccini in totale sicurezza” afferma Schito.  “Liberare i medici di medicina generale da questo impegno non significherebbe sminuire il loro ruolo nel Ssn, ma anzi lo accrescerebbe, perché permetterebbe loro di concentrare i carichi di lavoro giornalieri su patologie e situazioni in cui, queste davvero, è richiesta la loro esclusiva competenza professionale”.

“Le riforme sanitarie non modificano solo ruoli e prerogative delle categorie sanitarie del Ssn, talvolta possono anche ammodernare il sistema e renderlo più adeguato ad un mondo che cambia” argomenta il segretario di Assofarm. “Per anni si è dubitato nei fatti sul ruolo delle farmacie nel Servizio sanitario nazionale, poi si è visto che i cittadini acquistavano da noi le mascherine. Da anni si tergiversa su tutto ciò che è dpc, nuova convenzione, servizi in farmacia, poi arriva il Covid e si riscopre il ruolo della sanità territoriale. Nessuno ha mai creduto veramente nel fascicolo sanitario elettronico, ma oggi avrebbe giocato un suo ruolo nella diatriba vaccinale tra medici e farmacisti”.

“Ragionare sulla sanità italiana senza uno sguardo ai possibili scenari futuri (gli ultimi mesi ci hanno insegnato che si possono avverare anche le opzioni più tragiche) significa arrivare sempre in affanno al momento della verità” è la conclusione di Schito.  “I numeri economici e i numeri umani della pandemia ci dicono che non possiamo più permettercelo”.

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