D’Anna (Onb): “Covid, illegittimi i test in farmacia, pronti a manifestazioni di protesta”

D’Anna (Onb): “Covid, illegittimi i test in farmacia, pronti a manifestazioni di protesta”

Roma, 10 settembre – Assegnare alle farmacie l’esecuzione dei test anti-Covid è “inopportuno, oltre che scorretto e illegittimo” perché “divenute ormai contenitore di ogni pratica sanitaria a svantaggio di categorie che pure ne avrebbero più titoli e meriti”.

Ad affermarlo è Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi, che si dice pronto a “diffidare il governo dal porre in pratica tale intendimento” e a “impugnare tutti gli atti amministrativi e normativi eventualmente adottati e che dovessero consentire, nelle farmacia, attività che sono, invece, proprie del laboratorio di analisi cliniche, dei biologi e dei medici laboratoristi”.

“Fermo restando la scarsa attendibilità di questi test rapidi, escludere i laboratori da tali pratiche, significa voler relegare l’esecuzione di quel tipo di esami, nello sgabuzzino o nel retrobottega delle farmacie”  prosegue D’Anna con il suo consueto stile irruente e, come dire?, colorito. “Una situazione assurda, che condanniamo con forza rammentando, a chi di competenza, il sacrificio e l’abnegazione con i quali, nei mesi bui del lockdown, migliaia di biologi hanno lavorato nei laboratori di analisi”. Facendo peraltro solo il loro dovere, come hanno fatto in prima linea i medici, i farmacisti e gli infermieri, che per sovrammercato hanno sacrificato molte vite nella lotta a Covid, prezzo che (per fotuna) non hanno dovuto pagare i biologi.

“D’intesa con le associazioni di categoria, con la Federazione dei Medici e con le società scientifiche, valuteremo, nelle prossime ore, l’opportunità di indire manifestazioni di protesta” aggiunge il presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi, ex senatore di Forza Italia e di Ala, più volte al centro di cronache a dir poco controverse. Giusto per ricordare e fare un esempio, fu lui ad affermare pubblicamente, in un’intervista radiofonica dove era stato chiamato a commentare un brutale stupro,  che “la donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda” e dunque non dovrebbe andare in giro di notte e magari vestita “in modo disinvolto”. E fu sempre lui, nello scorso mese di marzo, a inscenare la pantomima delle dimissioni dalla carica di presidente dell’Onb, dopo aver improvvidamente affermato (con l’aggravante della carica ordinistica rivestita), che il ceppo italiano del coronavirus avesse origine “negli animali allevati nelle terre ultra-concimate con fanghi industriali del Nord” e in ogni caso non avesse “nessuna nocività mortale se non per la solita parte ‘a rischio’ della popolazione“, il tutto mentre morivano migliaia e migliaia di concittadini,

Quelle dimissioni – è il caso di ricordarlo – durarono lo spazio di un mattino e vennero ritirate praticamente il giorno dopo, a fronte delle “molteplici manifestazioni di solidarietà, in forma sia di singoli messaggi che di petizioni plurime”, che – asserì D’Anna –  gli sarebbero pervenute dai colleghi biologi. Molti dei quali, in verità, affermavano pubblicamente ai giornali di vergognarsi di un presidente che si era peraltro già segnalato in passato per avere espresso posizioni scettiche sui vaccini e finanziato il Coordinamento veneto per le libertà delle vaccinazioni (finanziamento poi ritirato a seguito alle polemiche che ne erano scaturite).

Tornando al comunicato, D’Anna lo conclude, in accordo con il suo stile, con un attacco scomposto alle farmacie, del quale potrebbe anche essere chiamato a rispondere n altre sedi: “È solo il caso di ricordare che nelle farmacie già si perpreta la violazione della norma che stabilisce la possibilità di poter effettuare l’autodiagnosi con l’uso di test rapidi, destinata però solo ai cittadini non autosufficienti” scrive infatti D’Anna“e che invece, aggirata in maniera surrettizia, viene estesa a tutti con l’illegittimo aumento del numero dei test eseguiti”.

 

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