Farmacieunite: “Alle farmacie vanno assicurate dosi adeguate di vaccini”

Farmacieunite: “Alle farmacie vanno assicurate dosi adeguate di vaccini”

Roma, 16 settembre – Dall’incontro al ministero subito definito proficuo e promettente dai partecipanti (8 settembre) alla deludente decisione della Conferenza Stato-Regioni, il 14 settembre, di attribuire alle farmacie l’1,5% di dosi di vaccino antinfluenzale. Ovvero, come passare in neanche una settimana dalla speranza di ottenere il milione e passa di dosi di vaccino antinfluenzale richiesto dalle farmacie alla comunicazione ufficiale di poter disporne di  appena 250 mila, il massimo che le Regioni affermano di poter cedere alle farmacie, salvo che ipotetiche circostanze favorevoli permettando di aumentare queste dotazioni.

Parte da qui, dal disappunto delle aspettative tradite, il comunicato stampa che Farmacieunite ha diramato oggi sulla questione della disponibilità dei vaccini antinfluenzali, dei quali le farmacie si troveranno negli scaffali appena 13 dosi a esercizio, una quantità risibile e in ogni caso del tutto inadeguata a far fronte a una richiesta che – per motivi facilmente comprensibili – si annuncia superiore di almeno una volta e mezza rispetto allo scorso anno, quando la rete delle farmacie di comunità dispensò “out of pocket” circa 800 mila dosi.

“Per settimane, a diversi livelli, nell’ottica di prevenzione, si è consigliata la vaccinazione antinfluenzale a diverse tipologie di cittadini ma, a conti fatti, ci troviamo difronte all’impossibilità di soddisfare anche le richieste di chi si fa vaccinare abitualmente” spiega il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti (nella foto).”È incoerente sensibilizzare i cittadini verso una buona pratica e poi non consentire di seguirla”.

Questa situazione paradossale non mette solo a rischio la salute dei cittadini e l’operatività del sistema sanitario ma anche tutto il sistema produttivo, che ne pagherà le conseguenze con migliaia di ore lavoro perse per malattia dei dipendenti.

“Molte farmacie ci segnalano la richiesta quotidiana di prenotazione dei vaccini, così come consigliato da pediatri e medici di medicina generale” continua Muschietti. “È evidente che ci troviamo in difficoltà nel dare una risposta che possa essere compresa dai cittadini. Forse viene sottovalutato che la capillarità delle farmacie italiane, in cui sono accolte circa 4 milioni di persone ogni giorno, è una risorsa ineguagliabile per concretizzare una efficace campagna informativa e di distribuzione del vaccino antinfluenzale per cui non si capisce perché questa potenzialità debba rimanere inespressa, soprattutto se si considera che, causa Covid, gli accessi dei pazienti negli studi medici sono ancora limitati”.

Farmacieunite, informa la nota alla stampa, ha già chiesto, e provvederà già oggi a sollecitare, un incontro con gli assessori alla salute delle Regioni per organizzare una attività capillare sul territorio di informazione e distribuzione del vaccino antinfluenzale 2020-2021, visto che la competenza sul tema dei vaccini coinvolge direttamente le Regioni. “Ma con questi numeri l’attività sul territorio della farmacia rischia di rimanere vana” conclude il comunicato. “Ciò detto, non rimane che continuare a lavorare con le istituzioni per aumentare la quota di vaccini da destinare alle farmacie”.

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