Piemonte, Icardi: “Cerchiamo soluzioni per dare a farmacie le dosi di vaccini che servono”

Piemonte, Icardi: “Cerchiamo soluzioni per dare a farmacie le dosi di vaccini che servono”

Roma, 16 settembre – Rimbalza inevitabilmente all’interno delle singole Regioni la decisione della Conferenza Stato-Regioni di riservare alle farmacie, per far fronte alle richieste out of pocket dei cittadini sul territorio, l’1,5% delle loro disponibilità, vale a dire 250 mila dosi in totale sul territorio nazionale. Una quantità che – sono subito insorti i farmacisti – è lontana anni luce dal fabbisogno necessario a coprire le richieste, stimate tra 1,2 e 1,5 milioni dosi (lo scorso anno, e Covid non c’era, in farmacia ne erano state vendute 800 mila circa).

La questione ha trovato spazio ieri nella seduta del Consiglio regionale in Piemonte, sollevata dal consigliere di opposizione Mario Giaccone (nella foto), presidente dell’Ordine dei farmacisti di Torino e tesoriere della Fofi, al quale ha subito risposto l’assessore regionale alla Salute Luigi Icardi.

“A causa della pandemia da Covid quest’anno c’è a livello mondiale un incremento nel numero di persone che vogliono vaccinarsi, il che a fronte dei limiti oggettivi della capacità produttiva crea una scarsità. Ma il Piemonte lo scorso anno ha avuto 720 mila dosi, e quest’anno ne abbiamo acquistate in gara un milione 100 mila. Il settore pubblico è privilegiato perché deve vaccinare per legge le categorie a rischio, come gli immunodepressi e gli over 65” ha detto Icardi. “Ma se il sistema pubblico accaparra tutto il disponibile, si crea il problema che un cittadino non trova il vaccino in farmacia. Il ministro Roberto Speranza ha chiesto allora in Conferenza Stato-Regioni la cessione di una quota del quantitativo acquistato dalle Regioni. Aveva chiesto inizialmente il 10%, ma è stato bocciato perché avrebbe compromesso le dosi necessarie per garantire i Lea. L’intesa siglata proprio ieri prevede di dare alle farmacie 1,5%, il che equivale a 250 mila dosi a livello nazionale, di cui circa 50 mila in Piemonte”.

Icardi afferma però che “la quota dell’1,5% potrebbe essere implementata: abbiamo fatto richiesta di acquisire il cosiddetto ‘sesto quinto’, ovvero il 20 % in più previsto in ogni gara, che il venditore è tenuto a dare a fronte di necessità. E abbiamo chiesto al Governo e all’Aifa un impegno specifico sul fatto che le dosi siano effettivamente consegnate. E soprattutto l’impegno, su richiesta Lombardia, a sbloccare le dosi ferme in giro per il mondo. Il tutto a fronte dell’impegno fornire il vaccino alle farmacie per il libero mercato. Se l’impegno sarà mantenuto, mi sento di dire che potremo fornire alle farmacie quanto chiedono”.

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