Vaccini in farmacia, il Ministero: “Attivati canali per soluzione nei prossimi giorni”

Vaccini in farmacia, il Ministero: “Attivati canali per soluzione nei prossimi giorni”

Roma, 17 settembre –  Del tema della disponibilità dei vaccini in farmacia, all’indomani della decisione della Conferenza Stato-Regioni di destinare alle farmacie territoriali l’1,5% delle loro disponibilità, ovvero circa 250mila dosi per l’intero territorio nazionale, sono tornati a discutere ieri i rappresentanti del ministero della Salute e di Fofi, Federfarma e Assofarm,  in un incontro tenutosi nel pomeriggio a Roma nella sede del dicastero.

Pur ovviamente convenendo sulla necessità di assicurare la massima copertura possibile contro l’influenza stagionale alle categorie a rischio – bambini, anziani e malati cronici -, i rappresentanti delle farmacie hanno avuto modo di manifestare in via diretta la loro insoddisfazione per la decisione delle Regioni, del tutto inadeguata a rispondere alle necessità già più volte espresse dalle farmacie di disporre di quantità di vaccini sufficienti a  garantire la copertura vaccinale anche della popolazione attiva che non rientra nei programmi di copertura vaccinale pubblica.

Si tratta di una fascia importante della comunità nazionale, hanno ribadito anche ieri i farmacisti, persone che ogni giorno si recano al lavoro, frequentano i mezzi pubblici e hanno una più intensa vita di relazione. E che, anche al fine di evitare i temuti rischi di “incrocio” tra l’influenza stagionale e il virus Sars CoV-2 ancora in circolazione, è cruciale assicurare anche a loro la possibilità di proteggersi, consentendogli di acquistare privatamente i vaccini nelle farmacie territoriali. Se è apprezzabile che le Regioni abbiano convenuto su questa necessità,  destinando una parte della loro dotazione di vaccini alle farmacie, non lo è certamente  la quantità di dosi messa a disposizione,  assolutamente insufficiente a raggiungere l’obiettivo “soprattutto quest’anno, quando si prevede un notevole aumento della richiesta, che potrebbe raggiungere 1,5 milioni di dosi rispetto a una media di circa un milione”, come chiarisce il comunicato congiunto diramato dalle tre sigle di categoria dopo l’incontro.

Il Ministero “ha convenuto sulla correttezza di queste osservazioni e ha attivato i dovuti canali per trovare entro i prossimi giorni una soluzione che consenta di rispondere ai bisogni della popolazione non compresa nelle categorie a rischio”, riferisce la nota di Fofi, Federfarma e Assofarm, che “ringraziano il ministro Speranza per l’impegno dimostrato e auspicano che si giunga al più presto a una conclusione positiva a vantaggio innanzitutto della tutela dei cittadini”.

Sull’argomento si è nuovamente espresso, con un intervento su TgCom24, il presidente della Fofi Andrea Mandelli, ribadendo l’evidente controsenso di allargare il più possibile la copertura vaccinale antinfluenzale da una parte, garantendo anziani e categorie a rischio, e penalizzare dall’altra  le fasce di cittadini attivi: “Il vero problema è la popolazione attiva che deve essere vaccinata per limitare al massimo la diffusione del virus” ha dichiarato il presidente della federazione. “Stiamo parlando della gente che andrà a lavorare, che si sposterà sui mezzi pubblici”.  

Gente che, appunto, rischia di non reperire il vaccino per il numero risibile di dosi messe a disposizione delle farmacie.

 

 

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