Banco Farmaceutico: “Povertà sanitaria in aumento per l’epidemia di Covid”

Banco Farmaceutico: “Povertà sanitaria in aumento per l’epidemia di Covid”

Roma, 18 settembre –  Poco meno di un milione e 800 mila confezioni di farmaci, per un valore di quasi 20 milioni di euro: è il dato di sintesi dell’attività del Banco Farmaceutico Onlus nel 2019, e già bastava e avanzava ad attestare la progressione del fenomeno della povertà sanitaria in Italia, in crescita costante e purtroppo sempre più veloce negli ultimi anni.

Si tratta però di numeri che, complice l’emergenza Covid, rischiano di essere surclassati  nel 2020: i dati, infatti, registrano la raccolta di un milione e 200 mila farmaci nel solo primo semestre dell’anno, per un valore di oltre 15 milioni e 600 mila euro. Tra le eredità della pandemia provocata dal Sars CoV-2, dunque, bisognerà purtroppo contabilizzare un aumento della povertà sanitaria. Che, sottolinea il Banco, ha bisogno dell’indispensabile, solidale intervento del terzo settore per essere contrastata, riducendo così il rischio che l’Italia si impoverisca ancora di  più.

L’emergenza pandemica ha inevitabilmente “costretto” il Banco Farmaceutico a un surplus di impegno, che si è sostanziato –  oltre che nella distribuzione di farmaci – in donazioni aziendali destinate a medici e infermieri impegnati nei reparti Covid e alle strutture sanitarie coinvolte nell’emergenza, come si legge nel nuovo bilancio sociale del Banco. Che si apre con un’introduzione del presidente Sergio Daniotti (nella foto), dalla quale emerge la prospettiva – davvero tutt’altro che rosea – che la povertà sanitaria nel nostro Paese possa ancora crescere-

“Quel che è certo è che chi già era povero sarà spinto in una posizione di ulteriore fragilità, e che aumenterà drasticamente il numero dei nuovi poveri” scrive Daniotti. “Non sappiamo quanti saranno in più. Sappiamo, però, che prima della pandemia il loro numero era già imponente: secondo i dati del VII Rapporto sulla povertà sanitaria di Banco Farmaceutico, nel 2019, 473.000 persone indigenti hanno chiesto aiuto agli enti assistenziali per ottenere cure e medicine che, altrimenti, non si sarebbero potute permettere. Nel 2020, l’aumento della povertà non sarà contestuale all’aumento della capacità di risposta degli enti assistenziali”.

 

 

 

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