Vaccini anti-Covid, non creare false aspettative sulla data della loro disponibilità

Vaccini anti-Covid, non creare false aspettative sulla data della loro disponibilità

Roma, 20 settembre – “Non dobbiamo spingere troppo e non possiamo accelerare troppo, né ipotizzare delle date che poi possono essere poco credibili. Se spostiamo la data di settimana in settimana, le persone si stufano e non ci prendono più sul serio”.

Lo afferma, a proposito del vaccino contro il Sars CoV-2, l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola (nella foto), commentando positivamente l’operazione trasparenza assunta da alcune aziende farmaceutiche in corsa con i loro candidati vaccini.

“C’è stata una bellissima apertura, un atto di trasparenza da parte dell’azienda americana Moderna, che è una di quelle in prima linea nello sviluppo del vaccino” ha detto Viola intervenendo a Timeline su SkyTg24. L’azienda statunitense, per sintetizzare, ha messo a disposizione tutto il materiale su come è organizzato il trial clinico, i suoi obiettivi, i cirteri di reclutamento dei candidati eccetera. “Moderna afferma chiaramente di attendersi una risposta sull’efficacia del vaccino per il prossimo anno, dicendo in pratica che sarà disponibile il prossimo anno e secondo me questa è la data più probabile” ha spiegato l’immunologa.

“Teniamo presente che per molti di questi vaccini serviranno due somministrazioni” ha quindi aggiunto. –“La protezione non sarà immediata nel momento in cui arriva il vaccino, perché bisognerà poi aspettare per fare la seconda dose. Dobbiamo pensare dunque non solo al vaccino, ma a come gestire la situazione fino ad allora”.

Quanto alla scuola, “l’effetto delle riaperture lo vediamo dopo 15-20 giorni, anche un mese. Quindi, abbiamo riaperto le scuole il 14 settembre e vedremo l’effetto a livello epidemiologico verso inizio-metà ottobre. Per questo adesso non possiamo fare altre riaperture. Il virus circola, questo lo sappiamo, lo vediamo nei Paesi intorno a noi e quindi è impensabile che non entri a scuola” ha affermato ancora Viola. “Dobbiamo abituarci all’idea. Per avere rischio zero dovremmo bloccare la nostra vita e vivere in lockdown sempre”.

L’elemento di maggiore criticità, più ancora che la riapertura della scuola, sono i trasporti. “Ho visto delle scene di autobus stracolmi e questo è un punto dolente, mentre la scuola tutto sommato sembra stia funzionando” è l’opinione dell’immunologa. “Tutto comunque dipenderà da questo, da come funziona questa macchina, se riusciremo a mantenere il distanziamento e a usare la mascherina, a identificare tutte le persone positive e isolare i contatti. Se questo funzionerà, io mi aspetto un aumento del numero di contagi che si manterrà su un livello non eccessivo come sta accadendo invece in altre parti del mondo. È ovvio che, se le persone sentono che il pericolo è passato e cominciano ad allentare il livello di attenzione, i numeri saliranno come in Inghilterra o Israele”.

In Italia, al momento, non stiamo vivendo una situazione d’emergenza, cosa che ci consente di non dover procedere a giri di vite delle misure restrittive, anche se sul fronte delle ulteriori aperture bisogna gradualmente: “Non possiamo pensare di aprire tutto in maniera indiscriminata” è la conclusione di Viola. “Siamo comunque in equilibrio. A scuola ci saranno casi di positività e andranno identificati. Si dovrà mettere in piedi un piano che funzioni bene, questa è la criticità che io vedo”.

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