Farmacie comunali Terni, sempre viva l’ipotesi dell’affidamento della gestione ai privati

Farmacie comunali Terni, sempre viva l’ipotesi dell’affidamento della gestione ai privati

Roma, 22 settembre – Sarà con ogni probabilità Stefano Minucci, avvocato ternano, il nuovo amministratore unico di Farmacie Terni, l’azienda municipalizzata che gestisce le nove farmacie comunali della città umbra (più una parafarmacia). Secondo quanto riferisce la stampa locale, Minucci succederà all’attuale amministratore Mauro Scarpellini, con il compito di traghettare quello che rappresenta uno dei principali asset dell’amministrazione  comunale di Terni nel passaggio verso la soluzione alla quale, fin dal suo insediamento, sembra guardare la giunta di centrodestra per il futuro dell’azienda: affidare a un privato la gestione delle farmacie, mantenendo la  proprietà in mano pubblica.

Una soluzione che con ogni probabilità farà molto discutere, alla luce del netto miglioramento dei conti della municipalizzata, che negli ultimi due bilanci sono tornati in terreno positivo, grazie alle scelte gestionali operate dai due ultimi amministratori, prima Federico Ricci e quindi il già ricordato Scarpellini, ma anche alla ricapitalizzazione fatta dal Comune.  Di fatto, Farmacie Terni oggi è un’azienda con i conti a posto e con buoni risultati economici che – oltre a garantire un importante ruolo sanitario e sociale per la comunità ternana – produce risultati positivi anche per il bilancio comunale. Ed è proprio in forza del percorso di risanamento che ha prodotto  risultati estremamente positivi che i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil (come riferito nei giorni scorsi dal nostro giornale) contrastano l’ipotesi di ingresso dei privati, chiedendo anzi che Farmacie Terni riacquisti la centralità che merita nell’azione dell’amministrazione comunale.

Ma, secondo le voci filtrate da Palazzo Spada e raccolte e diffuse dalla stampa, il Comune sembrerebbe intenzionato a seguire la strada della gestione privata con proprietà pubblica. Il partner privato verrebbe scelto tramite un bando di gara, scegliendo il miglior offerente, ovvero colui che garantirà al Comune la maggiore resa per le casse comunali dalla gestione delle farmacie. E, se questa alla fine dovesse essere la scelta dell’amministrazione comunale, il conflitto con i sindacati sarà inevitabile.

 

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