Test rapido su proteina, basteranno 15 minuti a valutare gravità di un trauma cranico

Test rapido su proteina, basteranno 15 minuti a valutare gravità di un trauma cranico

Roma, 25 settembre – Valutare con sicurezza la gravità di un trauma cranico in meno di 15 minuti: questa rivoluzionaria possibilità potrebbe diventare reale grazie alla scoperta di un team di ricercatori dell’University of Pittsburgh Medical Centre (Upmc),  guidato da David Okonkwo (nella foto), professore di chirurgia neurologica alla stessa Università di Pittsburgh, dove dirige anche il Neurotrauma Clinical Trials Center.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Neurotrauma, è stata condotta su circa 1500 pazienti in quattro anni, concludendo che l’analisi di una proteina del sangue, la proteina acida fibrillare gliale (GfapAP), può determinare con precisione la gravità di una lesione cerebrale. La Gfap è un marker già approvato dalla Food and Drug Administration statunitense per escludere se un paziente necessita di una tomografia computerizzata della testa entro le 12 ore dopo un lieve trauma cranico.

I ricercatori hanno quindi sviluppato un dispositivo portatile – l’i-STAT, già utilizzato dai militari e da operatori sanitari di tutto il mondo per svolgere esami del sangue comuni in pochi minuti – al fine di misurare i livelli di Gfap nel sangue del paziente.

“Questo apparecchio, facile da adoperare e veloce nel dare i risultati, può valutare con precisione se la persona con trauma cranico necessita di ulteriori cure” ha spiegato Okonkwo. “Gli operatori sanitari avranno la possibilità di ricevere tutte le informazioni chiave di cui hanno bisogno in pochi minuti, ovunque si trovino: da un grande ospedale a piccoli centri con risorse limitate, e in situazioni poco agevoli”.

“La consapevolezza che questa proteina può valutare la gravità di un trauma cranico attraverso un semplice esame del sangue è promettente, considerando che si potrà adoperare un dispositivo già ampiamente diffuso e testato negli ospedali, studi medici e strutture di assistenza urgente” ha quindi concluso il ricercatore americano.  “Per ottimizzare l’uso dello strumento bisognerebbe aggiungere una cartuccia al dispositivo per analizzare la proteina Gfap” .

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