Informazione, tiene banco il rischio di carenze del vaccino antiflu in farmacia

Informazione, tiene banco il rischio di carenze del vaccino antiflu in farmacia

Roma, 28 settembre – Tiene ancora banco sugli organi di informazione il forte rischio che le farmacie possano rimanere sprovviste di vaccino antinfluenzale all’avvio, ormai imminente, della campagna vaccinale 2020-21. A tornare sul problema, riepilogandone i termini, è stato sabato scorso il Corriere della Sera, con un articolo di Margherita De Bac che entra subito nel vivo della questione: proprio mentre le autorità sanitarie e scientifiche si affannano a raccomandare di vaccinarsi e le Regioni hanno acquisito sul mercato qualcosa come 17 milioni di dosi per la profilassi vaccinale in Asl, centri vaccinali e medici di famiglia, le farmacie corrono il serio pericolo di restare del tutto a secco. Il che significa, molto semplicemente,  che quella quota di cittadini attivi (milioni di persone) che non appartiene alle categorie protette che possono usufruire della copertura pubblica gratuita (over 65, bambini, operatori sanitari, forze dell’ordine,  malati cronici eccetera) potrebbero essere costretti a rinunciare il farmaco.

Il Corriere della Sera, al riguardo, rilancia l’allarme e le proposte del presidente della Fofi Andrea Mandelli: “Avremmo bisogno di un milioni di dosi in più rispetto alle 250mila messe a disposizione dalle Regioni. Le aziende produttrici ci hanno scritto per informarci che quest’anno non potranno provvedere alle forniture. L’unica soluzione è che le Regioni ci consegnino un numero maggiore di dosi che in un successivo momento potrebbero reintegrare” è la posizione del presidente dei farmacisti. Consapevoli del probelma, il ministero della Salute  e le stesse singole aziende farmaceutiche stanno cercando di importare altre scorte dall’estero e anche l’Aifa si è attivata per aumentare la disponibilità, anche se prova a gettare acqua sul fuoco dell’allarme evidenziando come  “la copertura vaccinale risponda ampiamente al fabbisogno della popolazione italiana, secondo le nuove raccomandazioni ministeriali”.

Il quotidiano milanese registra quindi il racconto della presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca su quanto sta succedendo: “I grossisti ci hanno detto di non poter rispondere ai nostri ordinativi di antinfluenzali per mancanza del prodotto. Negli anni normali in Italia vengono vendute 800-900mila dosi a un prezzo di 8-15 euro. Se anche ricevessimo 250mila dosi, il 20% di quelle necessarie, non sarebbero nulla” spiega la presidente dei titolari lombardi, che intanto auspica che “presto le farmacie possano eseguire i test sierologici”. 

Con buona pace delle fortissime preoccupazioni dei farmacisti, gli inviti alla profilassi vaccinale si moltiplicano. Uno aarriva anche dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Gli antinfluenzali sono in distribuzione e disponibili malgrado ci sia stata qualche polemica. Conviene vaccinarsi, oggi più che in passato, perché l’influenza fa 10mila morti l’anno, è pericolosa di per se e ha sintomi confondibili col Covid 19” spiega il viceministro, mentre in alcune Regioni (come il Lazio) arrivano con largo anticipo le prime consegne dei vaccini, anche in ragione del fatto che non poche amministrazioni regionali (consapevoli dell’eccezionalità rappresentata dall’incrocio tra due pandemie) quest’anno hanno bandito per tempo le gare per l’approvvigionamento, in qualche caso anche anticipando i tempi.

Il quotidiano milanese ricorda quindi che “le campagne di vaccinazione si devono svolgere tra settembre e ottobre. Questo per evitare la sovrapposizione di infezioni molto simili nei sintomi, come appunto Covid e influenza, causata da 4 virus” e conclude con il monito del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza: “Tenere a bada il Covid con comportamenti prudenti può servire a controllare la circolazione di virus influenzali” spiega, richiamando le tre regole d’oro del distanziamento fisico, dell’uso della mascherina nei luoghi pubblici e dell’igiene delle mani e sottolineando che maggiore copertura antinfluenzale alleggerirebbe il carico di lavoro assistenziale per medici e pronto soccorso.

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