Vaccino antiflu, Gimbe: “Per due persone su tre nessuna disponibilità in farmacia”

Vaccino antiflu, Gimbe: “Per due persone su tre nessuna disponibilità in farmacia”

Roma, 29 settembre –  “La convivenza tra Sars-CoV-2 e virus influenzali pone due ardue sfide per ridurre il sovraccarico del Servizio sanitario nazionale: la prima è potenziare l’attività di testing dei soggetti con sintomi simil-influenzali, in particolare tramite tamponi rapidi; la seconda è estendere le coperture della vaccinazione antinfluenzale”.
Questo l’esordio della nota diffusa dalla Fondazione Gimbe per  dare conto dell’analisi indipendente condotta per mappare le scorte regionali di vaccino antinfluenzale, valutare la potenziale copertura per le categorie a rischio e stimare la disponibilità di dosi per la popolazione generale, anche alla luce degli allarmi su possibili carenze che circolano ormai da settimane.
“La vaccinazione antinfluenzale, oltre a ridurre le complicanze dell’influenza stagionale e contenere l’eccesso di mortalità, quest’anno ha un
obiettivo strategico di salute pubblica” spiega il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta (nella foto). “Ridurre il numero di persone sintomatiche che rischiano di sovraccaricare i servizi sanitari territoriali e i pronto soccorso. Questo obiettivo, tuttavia, richiede una copertura vaccinale molto ampia anche nelle fasce non a rischio che, di fatto, includono la maggior parte dei lavoratori ai quali è affidata la ripresa economica del Paese”.
Ma, appunto, esistono molte e fondate preoccupazioni sulla possibile indisponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie, nonostante l’Aifa abbia rassicurato sul fatto che le oltre 17 milioni di dosi acquistate dalle Regioni rispondono ampiamente al fabbisogno, visto che nella stagione precedente ne sono state distribuite 12,5 milioni con una copertura del 54,6% negli over 65.
“Se questo aumento delle scorte” spiega Cartabellotta “permetterà di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, è molto difficile stimare l’incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attività produttive”.

La nota di Gimbe ricorda che al momento le Regioni hanno ceduto alle farmacie soltanto l’1,5% delle dosi acquistate (circa 250.000), prevedendo di ampliare tale dotazione se nel corso della campagna dovessero rendersi disponibili altre dosi, e richiama anche l’annuncio di Federfarma relativo all’arrivo nelle farmacie di oltre un milione di dosi dall’estero.
In questo scenario si inserisce l’indagine di Gimbe, che ha utilizzato come fonte primaria dei dati i bandi di gara delle forniture vaccinali antinfluenzali. Nel caso di indisponibilità (es. gare in privativa) o discrepanze tra dichiarazioni pubbliche e dati reperiti, sono stati contattati i responsabili dei bandi di gara o i referenti di assessorati regionali alla Sanità e dei Servizi farmaceutici.
Dalle rilevazioni, emerge una disponibilità nazionaledi 17.866.550 dosi di vaccini, con notevoli variabilità regionali: sette Regioni e due Province autonome, con le scorte disponibili, possono raggiungere coperture inferiori al 75% della popolazione target per età: si tratta di Provincia autonoma di Trento (70,2%), Piemonte (67,9%), Lombardia (66,3%), Umbria (61,9%), Molise (57,1%), Valle d’Aosta (51,5%), Abruzzo (49%), Provincia
autonoma di Bolzano (38,3%), Basilicata (29%),
Dodici Regioni si sono aggiudicate un quantitativo adeguato di dosi per raggiungere la copertura del 75% della popolazione target per età. Ma la disponibilità di dosi residue per la popolazione non a rischio è molto variabile: Puglia (1.084.634), Lazio (926.291), Sicilia (256.796), Toscana (225.661), Campania (217.252), Calabria (100.273), Sardegna (96.113), Veneto (49.712), Liguria (38.501), Emilia-Romagna (9.980), Friuli-Venezia Giulia (5.218), Marche (5.022).
Al netto dei limiti dell’indagine basata su informazioni fornite direttamente dalle amministrazioni regionali al 24 settembre (limiti che la stessa Gimbe evidenzia), il report della Fondazione conferma l’esistenza del problema lamentato dai farmacisti.  “L’esigua disponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie”  spiega Cartabellotta “è riconducibile ad almeno tre determinanti. Innanzitutto, Ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessità di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio” spiega Cartabellotta. “In secondo luogo, l’aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100% delle dosi richieste. Infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilità del vaccino sul mercato”.
“La nostra analisi quantifica le difficoltà di accesso per la popolazione generale al vaccino antinfluenzale” spiega ancora il presidente di Gimbe. “In molte Regioni, infatti, solo la decisione di escludere una o più categorie a rischio (es. bambini) dall’offerta attiva e gratuita o quella di accontentarsi di un target inferiore al 75%, permetterà di aumentare la disponibilità di dosi nelle farmacie”.

“La Fondazione Gimbe auspica che i dilemmi etici posti da una programmazione inadeguata del fabbisogno vengano, almeno in parte, risolti da meccanismi di solidarietà tra Regioni, da approvvigionamenti diretti del Ministero tramite circuiti internazionali e, soprattutto, da un’adeguata organizzazione regionale con tempestiva chiamata attiva delle fasce a rischio” conclude Cartabellotta “così da rilasciare in tempo utile alle farmacie le dosi non utilizzate”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi