Gimbe; “Attenzione, contagi ancora in aumento, rafforzare subito sistema di testing&tracing”

Gimbe; “Attenzione, contagi ancora in aumento, rafforzare subito sistema di testing&tracing”

Roma, 2 ottobre – Il virus Sars CoV 2  sembra dare una brusca accelerata e fa impennare i contagi nel nostro Paese, riportandoli a livelli mai più toccati dallo scorso aprile, quando ancora eravamo in regime di lockdown. Ed è il caso, in questa situazione, di reagire subito, aumentando ancora, fin da subito, la capacità di effettuare tamponi.

Lo dice la Fondazione Gimbe riferendo i dati del suo monitoraggio indipendente dell’emergenza coronavirus in Italia nella settimana 23-29 settembre. C’è un ulteriore incremento nel trend dei nuovi casi (12.114 contro i 10.907 della precedente rilevazione) a fronte di un lieve aumento dei casi testati (394.396 vs 385.324); crescono gli attualmente positivi, i ricoverati con sintomi e in terapia intensiva. Aumentano anche i decessi.  Nel dettaglio, rispetto alla settimana precedente si registrano +32 decessi (+30,5%), +32 terapia intensiva, +444 ricoverati con sintomi, il tutto a fronte di oltre 9.000 casi testati in più (+2,4%).

“Continua l’ascesa della curva dei nuovi casi, principalmente per l’incremento del rapporto positivi/casi testati” afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe (nella foto). . L’aumento del rapporto da un lato conferma una circolazione più sostenuta del virus indipendentemente dal numero di tamponi effettuati, e dall’altro, ed è la cosa più preoccupante, “lascia intravedere le prime criticità in alcune Regioni, rendendo indifferibile un potenziamento della capacità di testing”.

La Fondazione Gimbe sottolinea che nell’ultima settimana a fronte di una media nazionale del 3,1%, svettano i valori di Liguria (6,4%) e Campania (5,4%). “Se guardando al dato nazionale” precisa Cartabellotta “i numeri appaiono ancora bassi e non fanno registrare particolari sovraccarichi dei servizi ospedalieri, iniziano a emergere differenze regionali rilevanti”.

Sei Regioni, quasi tutte del Centro-Sud, registrano tassi di ospedalizzazione per 100 mila abitanti superiori alla media nazionale di 5,5: Lazio (12,2), Liguria (10,6), Campania (7,8), Sardegna (7,4), Sicilia (6,2) e Puglia (5,6).

“Mediamente il 93-94% dei contagiati sono in isolamento domiciliare perché asintomatici o poco sintomatici; il 5-6% sono ricoverati con sintomi e quelli in terapia intensiva sono lo 0,5%. Tuttavia, in alcune Regioni la percentuale dei casi ospedalizzati è nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%: Sicilia (11,1%), Lazio (10,2%), Liguria (9,6%) Puglia (9,2%). Bisogna potenziare la gestione territoriale”  avverte Gimbe “rafforzare il sistema di testing and tracing e adottare misure adeguate di isolamento domiciliare per evitare contagi intra-familiari. Altro elemento cruciale: mettere in campo un’estensiva copertura della vaccinazione antinfluenzale, non solo delle categorie a rischio; solo così si potrà combattere la diffusione del virus”.

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