Utifar: “L’ordinanza del Lazio sui vaccini andava nella giusta direzione”

Utifar: “L’ordinanza del Lazio sui vaccini andava nella giusta direzione”

Roma, 14 ottobre – Alla luce dell’impossibilità da parte della stragrande maggioranza dei medici di medicina generale di assecondare le richieste dei propri assistiti in materia di vaccini, la decisione del Comitato tecnico scientifico di esprimere parere contrario alla previsione contenuta nella recente ordinanza della Regione Lazio per l’erogazione della vaccinazione antinfluenzale da parte delle farmacie, fatte salve le necessarie condizioni di sicurezza, appare francamente “sconcertante”.

Questo l’aggettivo utilizzato da Utifar, l’Unione tecnica italiana dei farmacisti, presieduta da Eugenio Leopardi (nella foto) per stigmatizzare la scelta del Cts, ritenuta ingiustificata.

“Noi farmacisti ci eravamo volentieri messi a disposizione dei cittadini per evitare loro tutti quei disservizi di cui oggi ascoltiamo quotidiane lamentele” spiega Leopardi in una nota nella quale, pur nel rammarico per il parere negativo espresso dal Comitato tecnico scientifico, ribadisce il proprio plauso all’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato che, nell’ordinanza, oltre a prevedere la possibilità da parte di infermieri e di farmacisti abilitati a effettuare la vaccinazione antinfluenzale in farmacia, ha aumentato la disponibilità dei vaccini in farmacia, portandola dai 25mila inizialmente previsti, agli oltre 100mila attuali.

Un decisione, osserva il presidente Utifar, che denota  attenzione alle reali esigenze della popolazione e “andava nella giusta direzione, quella di facilitare la diffusione della vaccinazione antinfluenzale ad una più ampia fascia di popolazione. Mi stupisce che il Comitato tecnico scientifico si sia espresso in questo modo, negando di fatto una più capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale, auspicata in più occasioni dal Comitato stesso” continua Leopardi, avanzando l’ipotesi che la decisione possa aver risentito della composizione dell’organismo tecnico. “Non vorrei che questo contraddirsi sia frutto di una sua composizione fortemente sbilanciata rispetto alle altre professioni professioni sanitarie”. è  osservando che il Cts  è composto principalmente da medici e non annovera al proprio interno farmacisti ed infermieri, venendo così a privarsi di importanti sensibilità. Inoltre, come questa vicenda dimostra, il Comitato rischia di apparire un organismo con una visione limitata e, duole dirlo, di parte”.

Nelle settimane precedenti l’ordinanza della Regione Lazio, la possibilità di effettuare la vaccinazione antinfluenzale in farmacia era infatti stata osteggiata proprio dalle rappresentanze dei medici, mentre aveva ottenuto il plauso degli infermieri (professione ovviamente abilitata ad effettuare la vaccinazione) e dei farmacisti che, attraverso una formazione di alto livello proposta da Utifar nella sua veste di associazione scientifica ed in collaborazione con il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università degli Studi di Torino, stanno in gran numero aderendo ad un percorso di aggiornamento mirato e finalizzato ad offrire un contributo per una capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale in questo momento di emergenza.

“Resta il rammarico – conclude Leopardi – che la decisione del Comitato tecnico scientifico impedisca al nostro Paese di allinearsi con le più avanzate realtà europee che già da tempo prevedono forme di diffusione della vaccinazione più agevoli e capillari, servendosi anche dell’esperienza e della professionalità dei farmacisti”.

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