Protocollo d’intesa tra Onb e FuturPharma, parte collaborazione biologi-farmacisti

Protocollo d’intesa tra Onb e FuturPharma, parte collaborazione biologi-farmacisti

Roma, 16 ottobre – È un accordo che va nella direzione dell’integrazione tra le figure professionali della sanità (obiettivo che purtroppo si ferma spesso alle buone intenzioni), quello stipulato due giorni fa dall’Ordine nazionale dei Biologi, presieduto da Vincenzo D’Anna (nella foto) e l’associazione FuturPharma, il sodalizio professionale fondato e guidato da Rossana Matera.

Scopo primario della collaborazione, che il protocollo appena siglato si propone di concretizzare stabilendo relazioni stabili tra i biologi e i farmacisti iscritti a Futurpharma, è la diffusione della  conoscenza e del sapere scientifico attraverso la promozione e l’organizzazione di attività socio-culturali in ambito clinico, sociale, scolastico e sportivo, che mettano sempre al centro l’individuo e il suo benessere.  L’accordo, tuttavia, guarda anche a un altro importante traguardo, che è quello di  superare alcune norme (su tutte il divieto di esercizio contemporaneo della professione di farmacista e di altra professione sanitaria da parte della stessa persona previsto dall’art. 102 del Testo unico delle leggi sanitarie del 1934) che rappresentano un ostacolo pressoché insormontabile per la collaborazione e integrazione interprofessionale delle figure sanitarie che pure è un passaggio obbligato per l’implementazione dei livelli di assistenza sanitaria, soprattutto sul territorio.

Per avviare la collaborazione, è stato costituito e insediato un comitato di coordinamento  paritetico per l’effettiva attuazione del protocollo, occupandosi anche di promuovere le prime iniziative.  Ne fanno parte gli stessi D’Anna e Matera, insieme a Rudy Alexander Rossetto (per l’Onb) e Marcello Potenza (per FuturPharma).

L’auspicio è che l’iniziativa segni l’inizio di un riposizionamento dell’ex senatore D’Anna nei confronti di farmacisti e farmacie, contro i quali non più tardi di un mese fa ha pubblicamente rovesciato una serie di pesanti giudizi e commenti. A far saltare la mosca al naso di D’Anna fu l’ipotesi di consentire l’esecuzione dei test rapidi anti-Covid in farmacia, ritenuta dal presidente dei biologi “inopportuna, oltre che scorretta e illegittima, perché le farmacie sono divenute ormai contenitore di ogni pratica sanitaria a svantaggio di categorie che pure ne avrebbero più titoli e meriti”.  L’attacco scomposto andava però ben oltre: “È solo il caso di ricordare” metteva nero su bianco il presidente dei biologi “che nelle farmacie già si perpetra la violazione della norma che stabilisce la possibilità di poter effettuare l’autodiagnosi con l’uso di test rapidi, destinata però solo ai cittadini non autosufficienti e che invece, aggirata in maniera surrettizia, viene estesa a tutti con l’illegittimo aumento del numero dei test eseguiti”.

Il protocollo di collaborazione siglato con Futurpharma forse sta a significare che D’Anna ha maturato una diversa considerazione di una categoria che fino a quattro settimane fa riteneva in buona sostanza una congrega di opportunisti usi a pratiche illegittime e pronti ad approfittare di ogni occasione per il proprio tornaconto. Se è davvero così, non si può che esserne lieti: D’Anna, del resto, non è nuovo a spettacolari testa-coda, che lo hanno spesso portato alla ribalta delle cronache nazionali, anche se in verità per questioni sempre piuttosto controverse. Basterà ricordare, solo per fare un esempio, che fu lui ad affermare pubblicamente, in un’intervista radiofonica dove era stato chiamato a commentare un brutale stupro,  che “la donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda” e dunque non dovrebbe andare in giro di notte e magari vestita “in modo disinvolto”. E fu sempre lui, nello scorso mese di marzo, a inscenare la pantomima delle dimissioni dalla carica di presidente dell’Onb, dopo aver improvvidamente affermato (con l’aggravante della carica ordinistica rivestita), che il ceppo italiano del coronavirus avesse origine “negli animali allevati nelle terre ultra-concimate con fanghi industriali del Nord” e in ogni caso non avesse “nessuna nocività mortale se non per la solita parte ‘a rischio’ della popolazione“, il tutto mentre morivano migliaia e migliaia di concittadini.

Le dimissioni di D’Anna  – è il caso di ricordare anche questo – durarono lo spazio di un mattino e vennero ritirate praticamente il giorno dopo, a fronte delle “molteplici manifestazioni di solidarietà, in forma sia di singoli messaggi che di petizioni plurime”, che – asserì il presidente dell’Onb–  gli sarebbero pervenute dai colleghi biologi. Molti dei quali, in verità (basta scorrere le cronache dell’epoca per avere mille conferme) affermavano pubblicamente sui social e sui giornali di vergognarsi di un presidente che si era peraltro già segnalato in passato per avere espresso posizioni scettiche sui vaccini e per aver  finanziato il Coordinamento veneto per le libertà delle vaccinazioni (finanziamento poi ritirato a seguito alle polemiche che ne erano scaturite).

Un compagno di viaggio non proprio comodissimo, dunque, quello scelto da Futurpharma. Ma, come si dice, gli errori del passato non possono ostacolare la possibilità di un futuro migliore. Ben venga, dunque il protocollo di collaborazione.

 

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