D’Anna a RIFday: “Distorsioni e inesattezze nell’articolo su intesa Onb-FuturPharma”

D’Anna a RIFday: “Distorsioni e inesattezze nell’articolo su intesa Onb-FuturPharma”

Roma, 19 ottobre – L’articolo pubblicato venerdì scorso, dedicato al protocollo d’intesa stipulato il 14 ottobre tra l’Ordine nazionale dei biologi e l’associazione FuturPharma, ha indotto il presidente dell’Onb, Vincenzo D’Anna (nella foto) a indirizzare al nostro giornale una lettera nella quale vengono lamentate “distorsioni e inesattezze”. Diamo doverosamente conto della nota, pubblicandone qui il testo integrale.

In buona sostanza, D’Anna accusa l’articolo in questione di essere animato da “un pregiudizievole malanimo” e di elaborare per questo “paradigmi illogici tra diversi argomenti e prese di posizione da parte del sottoscritto (e dunque dell’Onb) che presiedo) nei confronti dei farmacisti. Nulla di più distorto e inesatto”.

Il “pregiudizievole malanimo”, se abbiamo ben compreso, è l’aver osservato che la stipula dell’intesa con FuturPharma mal si concilia con alcune prese di posizione espresse molto di recente dall’Onb a proposito dei test sierologici in farmacia. Nell’occasione (ne fa fede quanto pubblicato dal giornale ufficiale dei biologi, vedi qui), D’Anna aveva ruvidamente contestato la prospettiva, arrivando a minacciare manifestazioni di protesta. “Contestazioni lecite e opportune, limitata a casi particolari che non inficiano in alcun modo i rapporti di solidarietà e colleganza” tra i farmacisti e i biologi, le definisce ora D’Anna nella sua replica al nostro giornale, e ovviamente non possiamo che prendere per buona la precisazione ed esserne lieti.

RIFday, però, non ha mai messo in dubbio (e ci mancherebbe!) la legittima scelta di Onb di opporsi ai test  in farmacia, ma semmai le parole e i toni scelti per farlo. Perché, per quanto D’Anna sembri essersi dimenticato di averlo detto, è lui che – senza che ve ne fosse peraltro bisogno – ha parlato delle farmacie come di un “contenitore di ogni pratica sanitaria a svantaggio di categorie che pure ne avrebbero più titoli e meriti” ed è sempre lui che  afferma che “nelle farmacie già si perpetra la violazione della norma che stabilisce la possibilità di poter effettuare l’autodiagnosi con l’uso di test rapidi, destinata però solo ai cittadini non autosufficienti e che invece, aggirata in maniera surrettizia, viene estesa a tutti con l’illegittimo aumento del numero dei test eseguiti”. Parole pubblicate, nero su bianco, torniamo a ricordarlo, sul giornale ufficiale dell’Onb.

Come è del tutto evidente, si tratta di affermazioni che – per quanto D’Anna nella sua replica al nostro giornale cerchi ora di sostenere il contrario – tradiscono una considerazione della categoria tutt’altro che positiva.  Questo e solo questo è lo scarto al quale fa riferimento l’articolo di RIFday, del quale D’Anna nella sua replica non fa cenno, nonostante proprio  da quelle due frasi riportate testualmente  il nostro giornale fosse partito per evidenziare come la sottoscrizione della collaborazione con FuturPharma rappresentasse in qualche modo un “riposizionamento” del presidente Onb rispetto ai farmacisti. Riesce francamente difficile capire cosa vi sia di “distorto e inesatto”  in quanto riferito da RIFday e, soprattutto, dove mai risiederebbe il fantomatico “pregiudizievole malanimo”.

D’Anna glissa anche su un altro punto fondamentale dell’articolo pubblicato da RIFday venerdì scorso, ovvero il riferimento alle sue sortite pubbliche (qui una delle tante)  sulle origini del ceppo italiano del coronavirus, quando accreditò e rilanciò la fake news secondo la quale il virus in circolazione sarebbe nato “negli animali allevati nelle terre ultra-concimate con fanghi industriali del Nord” e in ogni caso non avrebbe “nessuna nocività mortale se non per la solita parte ‘a rischio’ della popolazione“, il tutto mentre morivano migliaia e migliaia di concittadini. Silenzio anche sulle sue reiterate manifestazioni di scetticismo nei confronti dei vaccini, ampiamente registrate e riferite dalla stampa e decisamente in contrasto con quanto è lecito attendersi dal massimo rappresentante di un ordine professionale della filiera scientifico-sanitaria,  che agli inizi del 2019 si era in realtà spinto ancora oltre, disponendo un finanziamento  per il Coordinamento veneto per le libertà delle vaccinazioni (finanziamento poi ritirato a seguito alle polemiche che ne erano scaturite).

Eppure, proprio questo è l’aspetto cruciale  dell’intera questione: come si fa a tenere insieme un patto come quello con FuturPharma, che nasce con l’obiettivo dichiarato di  “diffondere conoscenza e sapere scientifico” se, tra i contraenti dell’intesa c’è chi coltiva e sostiene posizioni che mettono pesantemente in dubbio proprio le acquisizioni della scienza? L’interrogativo ci sembrava e ci sembra legittimo, dal momento che la posizione della professione farmaceutica, al riguardo, non è equivocabile ed è espressa con grande coerenza e chiarezza da tutte le sue organizzazioni di rappresentanza, che sanno benissimo di appartenere alla filiera scientifica e dunque difendono e promuovono in ogni occasione  le ragioni della scienza senza se e senza ma.

Rassicurerebbe, al riguardo, una presa di posizione altrettanto coerente e chiara di D’Anna, che però – come detto – nella lettera indirizzataci non tocca la questione, preferendo lamentarsi delle presunte “maldicenze” che RIFday, a suo giudizio, riporterebbe in un “mischione” di argomenti di cui non si comprenderebbero bene le finalità.

Sarà allora il caso di chiarire che quelle che D’Anna prova molto sbrigativamente a liquidare come maldicenze in realtà altro non sono che semplici fatti. Riferire le posizioni espresse dal presidente Onb  su Covid e i vaccini non è  raccogliere un pettegolezzo: è raccontare fatti, peraltro di pubblico dominio. Così come è un fatto la vicenda delle dimissioni dal suo incarico di presidente Onb seguite alle proteste dei suoi stessi iscritti dopo le dichiarazioni sul coronavirus, dimissioni che facevano riferimento (scriveva all’epoca D’Anna) a  “divergenze sulla linea politica, con particolare riguardo al ruolo ed alla funzione che l’Ente deve svolgere in relazione agli eventi di particolare rilevanza scientifica e sociale” ma non facevano invece cenno alle notizie false diffuse sul Sars CoV 2, e che però (per una qualche subitanea e quasi miracolosa composizione di quelle divergenze) vennero ritirate nel volgere di una giornata. Fatti acclarati e comprovati, sostenuti dagli atti e dalle dichiarazioni dello stesso presidente nazionale dei biologi, che può certamente cambiare il suo pensiero e le sue opinioni, ma non può certamente cancellare quanto ha fatto e detto.

E veniamo così a quello che alla fine è il nucleo della replica di D’Anna, il presunto  “pregiudizievole malanimo” manifestato da RIFday nei suoi confronti. Il nostro giornale, in realtà, si è al solito limitato a fare quello che fa sempre e che di norma fanno tutti i giornali, che registrano le notizie, le verificano, ne danno conto e quando è il caso le incrociano con altre notizie, evidenziando ove esistano, eventuali incongruenze e discrasie. Inevitabile, nel caso di specie, mettere in relazione l’accordo Onb-FuturPharma con i toni della sortita di D’Anna sulle farmacie fresca di un mese fa  (peraltro già ampiamente riferita da RIFday, negli stessi termini, in questo articolo del 10 settembre scorso, senza che D’Anna o altri abbiano avuto a che dire o da smentire) e valutare i pur condivisibili contenuti e obiettivi dell’intesa alla luce delle posizioni manifestate da D’Anna su materie come Covid e vaccini, in tutta evidenza molto dissonanti – come già ricordato – con l’obiettivo di “diffondere conoscenza e sapere scientifico”.

Nessun “pregiudizievole malanimo”,  dunque (ma perché mai, poi?), solo l’abitudine inveterata a seguire le regole del mestiere e mettere insieme i fatti, lasciando che a valutarli e a farsi un’idea al riguardo siano i lettori.

Sgombrato il campo da questo rilievo francamente incomprensibile, non resta che ribadire quanto già scrivevamo nell’articolo di venerdì scorso: atteso che la vita offre sempre la possibilità di riconsiderare le proprie posizioni  e di porre rimedio agli errori che a tutti capita di compiere e che non possono ostacolare la possibilità di fare meglio in futuro, ben venga  il protocollo di collaborazione siglato da Onb e FuturPharma, al quale non possiamo che augurare il miglior successo e le migliori fortune.

RIFday ne seguirà certamente l’attività e l’evoluzione, se mai ve ne saranno e ove di interesse giornalistico, e lo farà (D’Anna può starne più che certo) in tutta serenità e senza il “pregiudizievole malanimo” che egli evoca. E che, in tutta sincerità, neppure sappiamo bene cosa sia.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi