Emilia Romagna, test rapidi gratuiti in farmacia anche per il personale scolastico

Emilia Romagna, test rapidi gratuiti in farmacia anche per il personale scolastico

Roma, 28 ottobre –  L’Emilia Romagna, la Regione che ha aperto la strada alla sperimentazione dei test sierologici rapidi e gratuiti in farmacia in una massiccia campagna di screening rivolta ad alunni, studenti e ai loro familiari e successivamente estesa ai nonni non conviventi, tiene il piede premuto sull’acceleratore e allarga ancora il diritto ad accedere ai test al personale scolastico. Lo  ha stabilito l’ordinanza con la quale il 26 ottobre il presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini (nella foto) ha recepito il nuovo Dpcm con le nuove misure emergenziali di contrasto a Covid: la possibilità di effettuare test sierologici rapidi nelle farmacie territoriali viene estesa anche agli studenti dei percorsi di istruzione e formazione professionale (Iefp), a tutto il personale scolastico delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi da zero a tre anni, e al personale degli enti di formazione professionale che erogano i percorsi di Iefp

I risultati della prima settimana di screening, secondo quanto riferisce una nota della Regione,  sono intanto incoraggianti: tra il 19 ottobre, giorno di avvio, e il 25sono stati 40.860 i test effettuati.Di questi, il 96,6% dei casi (in numero assoluto 39.487) hanno dato esito negativo, mentre sono stati 1.372 i test positivi, il 3,4% del totale. E sono 900 (il 67% delle 1.343 convenzionate  operanti nella Regione) le farmacie pubbliche e private che hanno deciso di aderire. Un numero destinato a salire, anche perché è possibile effettuare il test fino a giugno 2021.  L’elenco è in costante aggiornamento e consultabile sul sito della Regione, all’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/sierologico-farmacie

Tra Bologna e Imola sono 209 le farmacie che hanno aderito, oltre la metà di quelle presenti; a Piacenza 70 (71% sul totale), Parma 91 (64%), Reggio Emilia 101 (66%),  Modena 130 (64% del totale), Ferrara 59 (46%), Ravenna 95 (86%), Forlì-Cesena 84 (72%), Rimini 61(63%).

Intanto il servizio sanitario regionale continua a contattare tutti i cittadini risultati positivi per eseguire il tampone nasofaringeo, necessario per verificare se l’infezione è in corso e per stabilire la reale contagiosità della persona.

“Rafforziamo sempre più il nostro impegno per mappare e circoscrivere il virus”  affermano gli assessori alle Politiche per la salute, Raffaele Donini (nella foto)  e alla Scuola, Paola Salomoni. “Lo dimostra anche questa campagna, la più grande nel suo genere avviata sinora in Italia, che continuiamo a estendere a nuovi beneficiari, con un occhio di riguardo al mondo della scuola, che come abbiamo sempre detto consideriamo di importanza e valore fondamentale. Ringraziamo le tantissime farmacie convenzionate che hanno aderito all’accordo e al tempo stesso tutti coloro, genitori, ragazzi, studenti, familiari, che hanno già fatto il test o decideranno di farlo in futuro, a tutela della propria salute e di tutta la collettività”.
Donini ha anche avuto modo di difendere a spada tratta, intervenendo in Consiglio regionale  in risposta a una consigliera che aveva sollevato dubbi al riguardo, la campagna di contact tracing avviata dalla Regione.

“Non arretriamo di un millimetro, né alziamo bandiera bianca, tutt’altro. L’Emilia-Romagna è tra le Regioni che ancora, pur tra le tante difficoltà dovute al picco epidemico e grazie al prezioso e gravoso lavoro dei nostri Dipartimenti di Sanità pubblica, riesce a svolgere le indagini epidemiologiche, e continueremo a farlo” ha detto Donini,escludendo ogni possibile stop ai tamponi, a cui saranno sottoposti – come è avvenuto finora – tutti i contatti stretti dei nuovi positivi, anche gli asintomatici. Perché l’obiettivo della sanità regionale e le azioni messe in campo per raggiungerlo, ha spiegato Donini, è il medesimo, dall’inizio dell’epidemia: individuare in maniera sempre più efficace i positivi che non presentano sintomi e spegnere ogni nuovo potenziale focolaio.

“Come ho avuto modo di chiarire, una volta identificati e isolati i contatti stretti asintomatici, il tampone molecolare sarà eseguito di norma entro il decimo giorno, affinché le persone possano terminare, se il risultato sarà negativo, il proprio isolamento. Ma è del tutto ovvio che, in caso di comparsa dei sintomi, il tampone sarà svolto tempestivamente” ha aggiunto l’assessore. “Oggi abbiamo la capacità di effettuare una media di 15mila tamponi al giorno e circa 3mila test sierologici, e continueremo a farli, puntando ad incrementarli giornalmente sempre di più.  Non solo, nel mese di novembre metteremo in campo anche più di 2 milioni di tamponi rapidi destinati al mondo della scuola, alle strutture residenziali per anziani e disabili, ai comparti produttivi e agli ospedali. Inoltre” ha concluso sul punto Donini “continuano gli screening mediante esami sierologici, quelli mirati a precise categorie lavorative, le attività delle Usca sul territorio e i test sierologici presso le farmacie, che abbiamo voluto introdurre, primi in Italia, proprio per rafforzare l’azione di prevenzione”.  

Proprio su questo fronte l’assessore emiliano evidenzia il fatto che, nella proposta inviata al Governo, è stato chiesto di allargare la platea dei contesti in cui poter effettuare il test, ad esempio – oltre alle farmacie – anche ai centri di raccolta sangue e, nel caso di tamponi rapidi, alle strutture ospedaliere e ambulatoriali private accreditate.

“La volontà della nostra Regione e di tutte le Regioni” conclude Donini “è certamente una sola: contrastare la diffusione del virus con tutti i mezzi disponibili, senza nessuna marcia indietro. Su questo è assurdo anche solo pensare che possano esserci inversioni di rotta”.

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