Roma, 4 novembre – Un vaccino dieci volte più potente di quelli attualmente in fase di sperimentazione: questo l’annuncio dal sapore rodomontesco fatto da un team della University of Washington School of Medicine, coordinato da Neil King, professore di biochimica presso la stessa università, e ripreso negli USA da un articolo del Daily Mail poi rilanciato in Italia dal quotidiano Il Messaggero. Lo studio in parola, condotto sui topi, è stato pubblicato sulla rivista Cell (qui lo studio nella versione journal pre-proof).
Il vaccino studiato dai ricercatori della Washington School of Medicine avrebbe innescato una risposta immunitaria dieci volte più forte di quella fin qui osservata nei pazienti guariti da Covid-19. Inoltre, un altro aspetto promettente è la sua capacità di suscitare una reazione significativa nelle cellule di memoria, dove sono conservati i dati per produrre più velocemente gli anticorpi contro il coronavirus.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che questo vaccino non avrebbe bisogno di essere congelato, al contrario degli altri, e quindi la sua produzione e spedizione in tutto il mondo sarebbe più semplice.
Questo farmaco sfrutterebbe le nanoparticelle, le quali, “sia naturali sia sintetiche, imitano le caratteristiche strutturali dei virus, che spesso sono di dimensioni nanometriche”, si legge sull’edizione online del Daily Mail. “Ciò rende più facile che le nanoparticelle si adattino alle dimensioni e alla forma dei recettori del virus”.
Nei topi a cui è stato somministrato il vaccino si è osservata una produzione di anticorpi dieci volte superiore alla normale reazione immunitaria. Questo risultato, si legge ancora sul report pubblicato dal Daily Mail, si è verificato anche con un dosaggio di cinque volte inferiore.
Prima di gridare al miracolo, però, sarà necessario osservare la reazione procurata negli esseri umani e la sua eventuale efficacia e sicurezza.
Nel frattempo, AstraZeneca ha reso noti i costi e la finestra temporale in cui sarà disponibile il vaccino sviluppato all’Università di Oxford su larga scala.


