Carenze ossigeno, la Liguria autorizza la dispensazione in farmacia anche di quello liquido

Carenze ossigeno, la Liguria autorizza la dispensazione in farmacia anche di quello liquido

Roma, 9 novembre – Uno degli effetti collaterali dell’emergenza Covid è rappresentato dalla crescente richiesta di ossigenoterapia domiciliare da parte dei cittadini e dalle conseguenti difficoltà a farvi fronte. Il problema è stato segnalato in diverse aree del Paese e  come spesso accade a combattere sul fronte di questa ulteriore criticità ci sono anche le farmacie, come peraltro avvenne in occasione della prima ondata dell’epidemia nella scorsa primavera, quando si registrò – in particolare –  una carenza di bombole.

Carenza che, in termini complessivi, al momento non è un fenomeno generalizzato, né in relazione alle bombole né all’ossigeno, ma ci sono qua e là segnali di sofferenza che è meglio affrontare subito per evitare che possano degenerare. È la strada che ha deciso di seguire la Regione Liguria, dove Alisa, la struttura che “governa” il sistema sanitario regionale, guidata dal commissario straordinario Walter Locatelli (nella foto), ha inviato alle Asl del territorio, ai medici di medicina generale e della continuità assistenziale, ai pediatri di libera scelta e ai farmacisti una nota molto circostanziata con le prime indicazioni operative da seguire in merito alla prescrizione e dispensazione di ossigeno a uso domiciliare a carico del servizio sanitario regionale in questo periodo d’emergenza.

Una decisione, quella di Alisa, che è in qualche modo anche una risposta agli allarmi sollevati nei giorni scorsi dai farmacisti di comunità, preoccupati dalle crescenti difficoltà a reperire le bombole di colore bianco usate per contenere l’ossigeno gassoso prescritto a pazienti anziani o con gravi malattie respiratorie ma anche a ex pazienti Covid che si curano a domicilio per gli esiti di gravi problemi bronco-polmonari, le uniche  (sino a ieri) a poter essere distribuite, dal momento che quelle indicate da Alisa come sostituti, a base di ossigeno liquido, non potevano essere usate in ambito domestico per via delle normative che limitano all’uso ospedaliero tale tipo di prodotto.

Un problema, quello solevato dai farmacisti,  che una  ricognizione effettuata da Alisa ha effettivamente registrato: “Sono emerse limitate difficoltà legate all’approvvigionamento delle bombole”  si legge infatti in un comunicato stampa diramato tre giorni fa dalla struttura regionale. “Per questo, al fine di assicurare l’accesso a questo farmaco e garantire l’assistenza e le cure dei pazienti a domicilio, gli uffici competenti di Alisa hanno autorizzato i medici di famiglia a prescrivere, oltre alle bombole, anche l’ossigeno liquido, facoltà limitata fino a oggi agli specialisti ospedalieri”.

La prima e più importante indicazione nella nota di Alisa è appunto quella che le prescrizioni di ossigeno liquido redatte da Mmg e Pls in sostituzione dell’ossigeno gassoso, quando questo sia carente, “sono erogabili anche dalle farmacie di comunità a carico del Ssr tenuto conto della capillarità e della copertura d’orario delle stesse”, decisione che suona anche come un ulteriore, esplicito riconoscimento del fondamentale ruolo di presidio sanitario di prossimità degli esercizi con la croce verde.

In caso di mancata disponibilità dell’ossigeno in forma gassosa, Mmg e Pls sono autorizzati – al fine di assicurare il tempestivo accesso al farmaco – “ad effettuare la prescrizione dell’ossigeno liquido”, sia pure nel rispetto di alcune condizioni. La prima è che la prescrizione sia effettuata su ricetta rossa cartacea e contenga la specifica “ossigeno liquido 26.520 litri”.  Ai fini della necessaria tracciabilità/monitoraggio della terapia, il medico deve riportare sulla ricetta l’indicazione della posologia (quella massima autorizzata è 3 litri/minuto), l’utilizzo di boccalino e/o cannule nasali e l’indicazione della saturazione basale.

Il medico, precisa la nota Alisa, deve anche “fornire all’assistito e/o care giver le indicazioni necessarie per assicurare l’uso appropriato del farmaco”. È in ogni caso chiaramente precisato che “gli eventuali presidi medico chirurgici necessari per il trattamento non sono erogabili a carico del Ssr”.

Per quanto riguarda i farmacisti delle farmacie di comunità, dovranno provvedere a consegnare mensilmente le ricette di ossigeno liquido “predisponendo una mazzetta separata”.

“Restano immutate” precisa quindi Alisa  “le modalità di prescrizione e dispensazione dell’ossigeno liquido per gli assistiti affetti da patologie croniche attualmente seguiti dalle strutture di pneumologia della Regione (fornitura diretta del medicinale a fronte di prescrizione dello specialista)”.

Alisa conclude la sua nota specificando che le indicazioni in essa contenute potranno essere suscettibili di modifiche sulla base di eventuali, prossime “raccomandazioni che verranno rese disponibili da Aifa”.

 

La nota di Alisa sulla prescrizione dell’ossigeno a uso domiciliare

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