Doppia contribuzione, No Enpaf invia a ministra Catalfo 10.500 firme per abolirla

Doppia contribuzione, No Enpaf invia a ministra Catalfo 10.500 firme per abolirla

Roma, 13 novembre –  Cambiare la legge n. 233/1946 che al momento dell’iscrizione all’Ordine professione obbliga i farmacisti alla contestuale iscrizione all’Enpaf, rendendo quest’ultima facoltativa, prevedendo anche la possibilità di restituzione dei contributi previdenziali Enpaf ai farmacisti in possesso  di altra previdenza obbligatoria che (una volta abolito l’obbligo) decidessero di cancellarsi dall’ente di categoria.  E, ancora, per i farmacisti liberi professionisti che hanno questo l’Enpaf come previdenza di primo pilastro, legare la contribuzione al reddito (oggi è a quota fissa).

Queste le richieste che il Comitato No Enpaf ha sottoposto alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo (nella foto) nella lettera inviatale per consegnarle le oltre 10.500 firme raccolte con la petizione promossa sulla piattaforma Change.org.
LVisualizza immagine di originea nota ricorda alla titolare del dicastero come lo stesso  sottosegretario al Lavoro Stanislao Di Piazza, rispondendo a un’interrogazione della deputata Pd Chiara Gribaudo (relativa a un presunto calo di iscritti all’Albo dei farmacisti a causa dei contributi Enpaf troppo alti, NdR), abbia indicato l’intervento legislativo come unica soluzione alla problematica in questione. La stessa Gribaudo (nella foto a sinistra), al riguardo, a margine della conferenza stampa seguita alla manifestazione del Comitato No Enpaf tenutasi l’8 ottobre scorso a piazza Montecitorio, aveva annunciato l’avvio di  un percorso per la presentazione di una proposta di legge, che il Comitato No Enpaf, nella lettera alla ministra Catalfo, si augura possa finalmente centrare l’obiettivo dell’abolizione dell’obbligo della doppia contribuzione.
“Queste oltre 10.500 firme non possono essere ora ignorate” conclude la sua lettera il Comitato. “Le inoltriamo quindi la nostra richiesta di attenzione e siamo certi che saprà coglierla come ha già fatto in passato, quando ha ricevuto al Senato una nostra delegazione al termine della prima manifestazione No Enpaf il 9 aprile 2019“.
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