FarmacistaPiù. Speranza: “Prossimità è la parola chiave dei farmacisti italiani”

FarmacistaPiù. Speranza: “Prossimità è la parola chiave dei farmacisti italiani”

Roma, 23 novembre – “La sfida dei prossimi mesi è di trasformare una crisi senza precedenti in opportunità. Peggio di questa crisi c’è solo il rischio che vada sprecata, come ha detto Papa Francesco. Dobbiamo investire sulla centralità del Servizio sanitario nazionale per rilanciare il Paese”.

Questo il nitido messaggio che il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) ha voluto portare intervenendo all’edizione 202o di FarmacistaPiù, la tre giorni di convegni promossa e organizzata da Federfarma, Fondazione Cannavò  e Utifar con il patrocinio della Fofi, tenutasi dal 20 al 22 novembre in modalità telematica, dedicata al tema La sanità italiana alla prova del Covid ne”era del digitale: il ruolo dei farmacisti e della farmacia nei nuovi modelli assistenziali.

“Attenzione ad alimentare idee di contrapposizione tra sanità ed economia. Il Ssn ha bisogno di più risorse e più riforme all’insegna di una parole chiave, prossimità. E questa è la parola dei farmacisti italiani” ha quindi aggiunto il ministro. “Ogni farmacista sul territorio è un’opportunità per il sistema sanitario di essere più prossimo ai cittadini. I farmacisti italiani hanno dimostrato in questo periodo drammatico passione, intelligenza, abnegazione e spirito di servizio: le qualità che servono a vincere questa battaglia”.

Parole di riconoscimento molto lusinghiere, quelle del titolare della Salute, anche se non sono stati pochi i farmacisti che – nei commenti on line alle parole del ministro – hanno voluto sottolineare una realtà inoppugnabile: farmacie e farmacisti sono indubbiamente, concretamente e meritoriamente “prossimi” ai cittadini (e quindi al Paese) con il loro servizio, quotidiano e capillare, ma la politica e le istituzioni sono tutt’altro che  “prossime” alla farmacia e ai farmacisti, le cui criticità sembrano interessarli molto poco. Il che – ha osservato qualcuno – rende le pur bellissime parole del ministro molto simili alle tante alate dichiarazioni  di un’infinità schiera di rappresentanti istituzionali di oggi e di ieri, tutti prontissimi ad aprire la bocca ma anche a tenere ben chiuse le orecchie di fronte alle istanze della professione farmaceutica.

Visualizza immagine di origineIn ogni caso, l’intervento del ministro è stato ripreso in chiusura di convegno, domenica 22, dal presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto a sinistra).Partiamo dalle parole del ministro, rilanciamo il Servizio sanitario nazionale secondo il principio della prossimità” ha detto Mandelli,  esortando i suoi colleghi parlamentari a un impegno in questa direzione. Mandelli ha quindi ribadito il ruolo fondamentale del binomio farmacia-farmacista nel sistema di sanità pubblica del Paese, reso ancora più evidente dall’emergenza pandemica, per poi ribadire quelli che debbono continuare a essere gli obiettivi della professione farmaceutica nel prossimo futuro, citando in particolare lo sviluppo della farmacia dei servizi, facendosi dettare l’agenda dalle urgenze attuali, che reclamano la possibilità di vaccinare in farmacia, la necessità di implementare il ruolo delle farmacie nella telemedicina, che è la nuova frontiera della medicina del territorio, ma anche quella ineludibile di rinnovare il contratto dei collaboratori delle farmacie private, scaduto da 9 anni.

Visualizza immagine di origineObiettivi indicati in precedenza, in altre sessioni della “tre giorni”, anche  da Marco Cossolo (nella foto a destra) per il quale “basterebbero poche righe da inserire nel ddl della manovra 2021 in discussione in Parlamento per consentire alle farmacie di assicurare ai cittadini i servizi che oggi il sistema salute fatica ad assicurare: vaccinazioni, test sierologici, tamponi rapidinella piena osservanza di tutte le misure di sicurezza e previo un necessario, adeguato percorso formativo dei farmacisti”.  Ma per il presidente di Federfarma il primo obiettivo non può che essere la riforma dell’attuale sistema di remunerazione (senza la quale, ha spiegato Cossolo, mancano peraltro le condizioni per il rinnovo contrattuale dei dipendenti). E ha chiesto l’attenzione e il supporto del ministro della Salute anche su altri questioni, come la necessità di una riflessione sul fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia del retail farmaceutico, confermato in modo eclatante dal recentissimo arresto del presidente del Consiglio regionale della Regione Calabria Domenico Tallini, nell’ambito dell’operazione denominata Farmabusiness, relativa al supporto che l’esponente  politico avrebbe fornito per la costituzione di una società finalizzata alla distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie e infiltrata, secondo le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti, da una cosca  della ‘ndrangheta.

Ma al primo punto delle istanze del sindacato c’è la remunerazione, per la quale Cossolo ha affermato nel sostegno del ministro della Salute e , per il suo tramite, di tutto il Governo.

Impossibile dare conto,  per il resto, delle molte sessioni di lavoro succedutesi da venerdì a sabato scorso: per avere un’idea di quante questioni siano state toccate e quante suggestioni siano emerse, è sufficiente dare uno sguardo al programma ufficiale della manifestazione. Secondo quanto subito riferito dagli organizzatori, FarmacistàPiù 2020  avrebbe  comunque registrato una grande partecipazione: solo nella prima giornata, sarebbero stati  3.500 i collegamenti attivi alle varie sessioni di lavoro.

Un buon viatico per l’edizione del 2021, nella quale – come auspicato da Mandelli nel suo intervento conclusivo – “di sicuro sarà possibile riabbracciarsi e discutere insieme seduti attorno a un tavolo, davanti a una platea di persone”».

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