Adolescenti, più feeling con il farmacista che con il medico,  lo dice una ricerca

Adolescenti, più feeling con il farmacista che con il medico, lo dice una ricerca

Roma, 25 novembre – Il luogo comune vuole che la farmacia sia un posto frequentato da persone avanti con gli anni e che i giovani, invece, sappiano a malapena della sua esistenza. Ma dietro i  luoghi comuni  si celano spesso realtà affatto differenti, come (nel cado di specie) rivela un’indagine realizzata nel preiodo pre Covid realizzata da Laboratorio Adolescenza (associazione no-profit che si occupa di ricerca sociale),  Istituto di ricerca Iard e Fondazione Irccs Policlinico San Matteo,  in collaborazione con Federfarma e con il sostegno non condizionato di Reckitt-Benckiser su un campione nazionale, rappresentativo di 2.100 studenti delle scuole medie superiori.
Dalla ricerca, volta a indagare il rapporto dei giovani con i medici e i farmacisti, professionisti sanitari della prossimità, sono infatti emerse risultanze per qualche verso sorprendenti. Intanto – ma è comprensibile, dato che generalmente i giovani godono di buona salute – trova conferma la scarsa attitudine a recarsi dal medico di famiglia, consultato soltanto se e quando emerge una specifico problema,  nella migliore delle ipotesi una o due volte all’anno dato 8schema comportamentale seguito da due terzi del campione di ragazzi).  La  percentuali di frequentazione non cambia rispetto ad altri specialisti come dentisti, dermatologi e oculisti: i ragazzi, in larghissima maggioranza, li consultano solo in presenza di un problema conclamato. Questa consultazione rarefatta, secondo gli esperti che hanno condotto lo studio (nel caso di specie, il parere è di Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica pediatrica Università di Pavia – Fondazione Irccs Policlinico S. Matteo) “è un retaggio di una cultura che dobbiamo cercare di modificare abituando i giovani a comprendere che dal medico non ci si va solo quando si ha un problema conclamato, ma si va per prevenire che i problemi sorgano”.
E il farmacista? In che relazione sono gli adolescenti con la farmacia? Da questo fronte arrivano buone notizie: la grandissima maggioranza dei ragazzi (70%) trova la farmacia un luogo gradevole e accogliente e solo il 30% ne ha una percezione non positiva,  considerandolo asettico o addirittura tetro. Un altro dato confortante è che, quando si deve acquistare un farmaco senza ricetta medica, il 38% dei ragazzi chiede spesso consiglio al farmacista. Ma, soprattutto, il 67% considera il farmacista “un professionista competente a cui potersi rivolgere per un consiglio”, anche se c’è un quinto circa del campione che lo considera  un “venditore di medicine”.
Dati che, ovviamente, il presidente di Federfarma Marco Cossolo  incassa con soddisfazione, considerandoli anche il frutto degli  sforzi della categoria a rendere sempre di più le farmacie e i farmacisti dei punti di riferimento per il benessere e la salute collettiva. “Essere riusciti a guadagnare la fiducia degli adolescenti, ‘pubblico’ non facile da attrarre” commenta il presidente del sindacato delle farmacie private “è indubbiamente una bella soddisfazione“.
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