Veneto, mancano i vaccini antiflu, le farmacie rinunciano alla loro quota

Veneto, mancano i vaccini antiflu, le farmacie rinunciano alla loro quota

Roma, 27 novembre – In un incontro tenutosi ieri tra i responsabili della sanità regionale del Veneto e quelli delle sigle regionali delle farmacie, si è convenuto che la quota di 30 mila dosi di vaccino antinfluenzale destinata in origine alle farmacie private saranno lasciati ad Azienda Zero, per la distribuzione capillare nel territorio. La decisione – possibile grazie “all’atto di  grande responsabilità nei confronti della popolazione” compiuto dai farmacisti, come subito riconosciuto dall’assessora alla Salute del Veneto Manuela Lanzarin (nella foto a sinistra) – ha consentito di tamponare l’emergenza che si andava profilando a causa delle difficoltà di reperimento del vaccino stagionale e della conseguente impossibilità a vaccinare molte persone appartenenti alla categorie più bisognose di protezione, gli anziani e quelle fragili, colpite da patologie debilitanti.

“I nostri farmacisti hanno fatto questa scelta dimostrando un grande spirito di squadra, rendendosi conto della difficoltà della situazione, e lasciando queste dosi a disposizione del sistema sanitario pubblico” ha spiegato Lanzarin, a margine dell’incontro tenutosi nel pomeriggio di eri con i rappresentanti di Federfarma Veneto, Farmacie Unite Veneto e Assofarm Veneto. “Li ringrazio anche a nome delle migliaia di persone ancora a rischio alle quali sarà possibile erogare l’antinfluenzale”.

Per i rappresentanti delle diverse sigle di categoria presenti all’incontro ha parlato Andrea Bellon (nella foto a destra), presidente di Federfarma Veneto. “La Regione ci ha manifestato l’impossibilità di garantire alle farmacie la quota di dosi di vaccino antinfluenzale analoga a quella consegnataci negli anni passati” ha detto il rappresentante delle farmacie. Comprendendone le ragioni e in considerazione del momento di emergenza, i farmacisti hanno così acconsentito a rinunciare alle dosi concordate. In questo modo, ha evidenziato Bellon,”ancora una volta le farmacie venete hanno voluto dare un segnale di vicinanza alle fasce più deboli della popolazione in un momento in cui non vi sono vaccini per tutti.”.

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