Congresso Sifo, focus su indisponibilità e carenze: la chiave per contrastarle è la collaborazione

Congresso Sifo, focus su indisponibilità e carenze: la chiave per contrastarle è la collaborazione

Roma, 15 dicembre – Le carenze e le indisponibilità di farmaci sul mercato nazionale sono (ma darebbe più corretto dire sono percepite) come una delle criticità del nostro servizio farmaceutico.  Inevitabile, dunque, che il congresso nazionale della Sifo svoltosi in modalità digitale nei giorni scorsi dedicasse a questo tema una delle sue più importanti sessioni nella seconda giornata dei lavori, intitolata “Concorrenza nel mercato fuori brevetto, carenze e indisponibilità”.

L’appuntamento ha consentito di mettere a fuoco problematiche che sono spesso controverse,  attraverso le voci dei farmacisti ospedalieri, dei produttori e dell’agenzia regolatoria nazionale, l’Aifa. La scelta di dedicare una delle sessioni congressuali proprio al tema dell’indisponibilità e della carenza di farmaci, ha spiegato Alessandro D’Arpino, vicepresidente della Sifo (nella foto a sinistra), trova fondamento nel fatto che si tratta di temi “divenuti ancora più pressanti a seguito della pandemia che ha evidenziato i limiti del sistema produttivo. Per sopperire alle carenze, Sifo ha messo a disposizione, in collaborazione anche con altre società scientifiche – come ad esempio Sifap – procedure per l’allestimento galenico di prodotti in certi momenti introvabili come il gel idroalcoolico e ha contribuito a mettere a disposizione delle Istituzioni i dati in possesso dei colleghi al fine di un coordinamento per minimizzare il fenomeno. Il tutto in stretta collaborazione con Aifa”.

Visualizza immagine di origineAppunto: quando si parla di carenza e indisponibilità il soggetto di riferimento è ovviamente l’agenzia nazionale del farmaco e infatti alla sessione ha preso parte Domenico di Giorgio, dirigente dell’Area Ispezioni, certificazioni e contrasto al Crimine farmaceutico (nella foto a sinistra).

È stato lui a precisare quali sono le maggiori criticità che si riscontrano nel nostro Paese quando si parla di carenza e indisponibilità e quali le strategie di Aifa in questo ambito: “Il problema maggiore, e non solo in Italia, è la confusione tra il sintomo, ovvero la mancanza del farmaco là dove è richiesto, e le diverse ‘malattie’ cui questo può essere dovuto” ha detto Di Giorgio. “Aifa ha investito da diversi anni nella promozione di un approccio più scientifico al tema, che distingua tra problemi produttivi, distorsioni distributive, comportamenti lesivi della concorrenza nelle gare ospedaliere, e le difficoltà operative locali di cui si è parlato in queste settimane, rispetto alla carenza di ossigeno, che in realtà rimanda a problemi di organizzazione che nulla hanno a che fare con la (improbabile) assenza dal mercato di un prodotto per il quale la disponibilità è 10 volte superiore alla domanda. La costituzione del Tavolo tecnico Indisponibilità, nel 2016″ ha detto ancora il dirigente dell’Aifa “serviva anche a rimarcare questa difficoltà: se non si identificano le diverse radici del sintomo, gli interventi, anche quando sembreranno drastici, risulteranno in pratica del tutto inefficaci –per esempio, a cosa serve bloccare l’esportazione di un farmaco del tutto assente dal mercato?”

Di Giorgio ha quindi chiarito la strategia dell’agenzia, affermando che essa riprende l’esperienza fatta in precedenza per esempio nella lotta al crimine farmaceutico, contrastato attraverso iniziative di sistema, definite in tavoli di cooperazione tra le amministrazioni e gli altri attori interessati, come la task-force nazionale antifalsificazione (Impact Italia) o la Conferenza dei servizi sulle e-pharmacies: “La collaborazione trasparente e strutturata tra tutti gli stakeholders consente di definire interventi, condividere interpretazioni normative e, non meno importante, di poter parlare con una sola voce” ha spiegato l’esperto Aifa “limitando l’impatto che una comunicazione purtroppo spesso sensazionalistica e distorta ha sul fenomeno”.

Sensazionalismo che, quasi inevitabilmente,  ha trovato facile esca nel lungo e difficile periodo dell’emergenza Covid, facendo presa e impattando a livello  “di pancia” anche nel grande pubblico. E questo nonostante Aifa si sia messa fin da subito a servizio della rete, come ha ricordato Di Giorgio, “applicando lo stesso modello di collaborazione del Tavolo tecnico Indisponibilità, adattato chiaramente al momento emergenziale e predisponendo una rete operativa che ha visto il coinvolgimento dei referenti delle Regioni, che raccoglieva e trasmetteva tempestivamente le esigenze del territorio, permettendo di realizzare interventi tempestivi, in particolare rispetto all’approvvigionamento degli ospedali da parte delle aziende attraverso le Regioni”.

Aifa ha lavorato per garantire l’interfaccia con la rete gestita da Assogenerici/Egualia e Farmindustria” ha ancora ricordato il dirigente dell’agenzia “ma dall’altra parte ha fatto sì che i flussi di richieste del territorio passassero per le Regioni, valorizzando e rendendo efficace il ruolo di queste importanti strutture centrali. Questa modalità operativa ha permesso di razionalizzare la comunicazione ed il flusso informativo, evitando duplicazioni di attività e assicurando in tempo reale la disponibilità di dati, e la realizzazione degli interventi conseguenti”.

Nel futuro immediato, però, si profila un’altra sfida gigantesca, che solleva problemi organizzativi e logistici di straordinaria complessità e potrebbe dunque essere un terreno fertile per strozzature distributive e conseguenti fenomeni di indisponibilità. Una prospettiva rispetto alla quale Di Giorgio ha comunque offerto rassicurazioni. “Aifa continuerà ad affrontare queste problematiche con la strategia descritta prima, cercando quindi prima di approfondirle a livello tecnico e scientifico e procedendo poi a costruire dei percorsi di possibile risoluzione che garantiscano la più ampia condivisione degli interventi” ha detto il dirigente dell’agenzia regolatoria nazionale. “Anche durante la crisi pandemica, in parallelo con le iniziative di reazione all’emergenza, si è provveduto a sviluppare progetti in questa direzione (come il documento sulle mancate forniture ospedaliere, un tema su cui Sifo e Aifa collaborano da tempo). Se la direzione e l’approccio restano questi, è chiaro che le sfide possono essere diverse, e la gestione dei vaccini Cvid rappresenterà sicuramente una problematica con molti aspetti del tutto nuovi” ha aggiunto Di Giorgio. “Riteniamo però che lo strumento della collaborazione, declinato nella costituzione di una ‘comunità di esperti’ come quelle già citate, potrà rappresentare un modello in grado di garantire una risposta flessibile ed efficace, anche di fronte a difficoltà differenti da quelle che oggi riusciremmo a prevedere”.

E a proposito di collaborazione, Di Giorgio ha concluso parlando di quella in essere tra Sifo e Aifa: “Sifo è da sempre un importante partner di Aifa” ha detto il rappresentante dell’agenzia “e negli ultimi anniquesta collaborazione si è rafforzata nell’ambito specifico dei furti ospedalieri, e delle carenze/indisponibilità dei medicinali: Sifo porta un importante valore aggiunto al network, che va al di là della grande competenza tecnica dei referenti cui ci rapportiamo, proprio per la conoscenza operativa e pratica di quanto accade materialmente sul territorio, negli ospedali. Abbiamo avviato altri progetti con Marcello Pani e i colleghi” ha quindi concluso Di Giorgio “e contiamo di riuscire a realizzare anche iniziative editoriali mirate, come quelle presentate in questi giorni, con Sifo  direttamente coinvolta”.

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